Il sapore del sangue

È storia di oggi ma, cambiando nomi o rete televisiva, è storia quotidiana.

Luca Casarini, attivista no global e Daniela Garnero (meglio conosciuta come Santanché avendo preferito conservare il cognome dell’ex marito poiché pensava che sarebbe stato l’unico aspetto raffinato della sua personalità), mentre discutono di immigrazione, finiscono per litigare aspramente tra offese e volgarità.

http://video.corriere.it/bagarre-apiazza-pulita-santanche-casarini-gli-immigrati-mettiteli-casa-tua/f6cdbb36-bbac-11e4-aa19-1dc436785f83

GladiatoriCerto che mettere nella stessa trasmissione, e per giunta facendoli sedere accanto, un tizio che viene definito “Ribelle, alternativo, disobbediente” e che per sua scelta di campo è naturalmente su posizioni estreme e una donna (donna?) aggressiva e intollerante, senza prevedere la rissa che ne sarebbe scaturita, sarebbe come mettere dei ragazzini in una vasca con dei piragna e poi dire ai genitori:  “Scusate non pensavo che mordessero….”.

Poiché come detto, è storia di tutti i giorni e i personaggi implicati sono sempre gli stessi, integrando ciò che diceva Oscar Wilde quando sosteneva che “Perdere un parente è disgrazia, perderne due è distrazione”, con “Perderne tre e oltre è deliberata strage di parenti”, ci sorge spontanea una domanda banale: perché?

E per favore non prendiamocela con la TV spazzatura, poiché se la maggioranza degli italiani non la guardasse, gli autori dovrebbero cambiare registro.

Ricordiamo che noi siamo quelli che rallentano in autostrada per guardare l’incidente accaduto nella corsia opposta; cosa ci sarà mai di bello nell’osservare lamiere contorte, ambulanze e barelle? Forse la vergognosa consapevolezza che noi siamo ancora vivi e vegeti mentre a pochi metri…..

Ma diciamocelo onestamente: noi in un incontro di boxe ci aspettiamo il KO, il colpo che schianta in terra un povero cristo con una probabile commozione cerebrale così come i nostri antenati non andavano al Circo Massimo per vedere dello sport ma il sangue che scorreva.

Noi vogliamo vedere lo scontro per individuare con certezza il vincitore e lo sconfitto e infine ammettiamolo: la nostra correttezza intellettuale e politica spesso è solo una lieve crosta superficiale, perché sotto sotto e nonostante 1.800.000 anni di evoluzione, noi amiamo ancora il sapore del sangue.

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One comment

  1. Sicuramente è insito nell’uomo “Il sapore del sangue”ma il grigiore del momento ci porta a comportamenti più sfumati e con il compito di smussare gli spigoli vivi.
    Ah come mi piacerebbe quell’odore……..

    Mi piace

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