Birdman – Popolarità contro prestigio

Riggan è un attore non più giovane che ha conquistato una notorietà planetaria interpretando un supereroe mascherato e alato. Ha però sentito il bisogno di dare una svolta alla sua vita, dimostrare di essere un attore vero, nel teatro di prosa, con il testo di un autore “serio”. Ci vuole coraggio a dare un calcio alla popolarità procurata dai blockbuster, al mondo privilegiato di Hollywood, alla ricchezza, per cercare il prestigio, dimostrare di essere bravo, colto, interprete di sentimenti in un teatro carico di storia, ma con i muri scrostati e i camerini ammuffiti, e rischiando il proprio patrimonio. È qui che lo incontriamo sin dalle prime inquadrature, nell’ultima parte di questo percorso, quando i nodi vengono al pettine e una parte di lui continua a chiedersi se la scelta sia stata giusta.

Il ritmo è intensissimo, dialoghi serrati fra attori che interpretano attori e danno veramente il meglio, esaltati dalla regia di Iñàrritu tutt’altro che discreta ma efficacissima; tratti surreali, come il protagonista che prende il volo su Broadway, si alternano a immagini iperrealistiche, giocando con primi piani impietosi e vertiginosi, quasi a scavare a fondo nell’anima dei personaggi, il tutto sottolineato da una colonna sonora jazz pervasiva e coinvolgente.

Michael Keaton nei panni di Batman nel 1989
Michael Keaton nei panni di Batman nel 1989

Un Michael Keaton decisamente diverso dal corrucciato supereroe Batman di venticinque anni fa, qui ci inonda e ci affascina con un torrente di parole, ed è attorniato da un cast eccellente: Ed Norton istrionico ai limiti della follia; Naomi Watts brava a rappresentare l’insicurezza e il desiderio di essere accettata; Emma Stone problematica, intrigante e impertinente.

Un bel film, che ti fa arrivare alla fine in un soffio, e ti fa riflettere sulla vita, oscar meritatissimo.

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Un commento

  1. Michael Keaton non mi ha mai entusiasmata, un po’ a causa di quella faccia da bambino “cattivo” che si é trasformata con il tempo in bambino invecchiato “cattivo” e anche a causa del Batman da lui interpretato agli inizi degli anni novanta.
    Dopo averlo visto all’opera sotto la stupenda direzione di Inarritu ho capito che invece la mia avversione era sostanzialmente derivata da una sorta di prevenzione per un certo cinema plasticoso americano fatto di contenitori ma non di contenuti e che fa fare tanti soldi senza nessuna qualità artistica.
    Adesso penso invece che sarebbe stato un grande peccato se Inarritu non avesse dato una seconda chance a Keaton e non avessimo potuto godere di una così intensa interpretazione.

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