Turisti a casa nostra: Genius Bononiae a Palazzo Pepoli

È stato inaugurato tre anni fa, ma ci sono andato soltanto ora, rimandando, come spesso succede la scoperta di cose interessanti che ci sono troppo vicine.

Il Museo della Storia di Bologna si presenta subito, appena pagato il biglietto, come una struttura di concezione nuova, da XXI secolo. Una bella corte di palazzo storico ben restaurato è integrata da una struttura di vetro e acciaio creando una piazza coperta, una scala, l’accesso ai piani superiori, lo spazio per i tavolini, caffetteria e bookshop, sembra di essere in un bel museo del nord Europa…
Ma il bello deve ancora venire, la visita inizia con la riproduzione di una delle vie di accesso alla Bologna etrusca, acciottolata, fiancheggiata da prati punteggiati di steli funerarie, con proiezioni sulle pareti che simulano l’alternarsi del giorno e della notte, immagini delle nostre colline, si vede anche la dolina della Spipola, un bello scorcio del nostro territorio di San Lazzaro.
Inizio della visita al Museo, percorrendo una strada acciottolata al tempo degli Etruschi
Inizio della visita al Museo, percorrendo una strada acciottolata al tempo degli Etruschi
Poi pian piano, percorrendo le sale numerate e inoltrandosi ai piani superiori, si svolgono sotto i nostri occhi 26 secoli di storia, ben documentati con reperti scelti e tanti pannelli esplicativi.
Fra gli spazi più immaginifici ci sono: la volta magica sopra un corso d’acqua sotterraneo che ci racconta la Bologna delle acque; il teatro 3D che narra la storia degli Etruschi, con un filmato di animazione imperdibile per i più piccoli ma efficacissimo anche per gli adulti; la storia di Re Enzo, con Valerio Massimo Manfredi che narra una storia simbolo di Bologna tra riproduzioni di guerrieri medioevali e filmati di rievocazione storica; la sperimentazione diretta di uno degli strumenti inventati da Guglielmo Marconi, e infine una collezione di flash sul XX secolo, tra cui la foto di copertina di questo articolo, che ci riporta a San Lazzaro.
Se siete curiosi come me non vi basterà una visita, vi verrà voglia di tornarci, è un museo che punta non solo sui reperti e i documenti, ma anche e soprattutto sulla chiarezza e completezza del percorso storico, che ci accompagna nel tempo e nello spazio a 360 gradi. La polvere sulle teche piene di oggetti che parlano a fatica al non esperto è stata sostituita da creatività, intelligenza e capacità comunicativa.
Immaginate di essere in uno dei canali sotterranei che conducono le acque sotto la città.  Un sistema multimediale spiega l'importanza che l'acqua ha avuto nello sviluppo tecnologico e socio-economico della città.
Immaginate di essere in uno dei canali sotterranei che conducono le acque sotto la città.
Un sistema multimediale spiega l’importanza che l’acqua ha avuto nello sviluppo tecnologico e socio-economico della città.
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5 commenti

  1. tutto vero peccato però per due gravissime lacune. non si parla di Resistenza, nemmeno un accenno, niente porta Lame, niente di niente, sembra che Bologna sia stata liberata dagli Alleati. Non si parla di Giorgio Morandi, non c’è nemmeno un’opera o una riproduzione esposta. Peccato

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    • Confesso che la mia visita è stata un po’ affrettata, infatti mi ripropongo di tornarci.
      Certo se è come dici tu le lacune, hai ragione, sono gravissime. In particolare, dal mio punto di vista, quella sulla Resistenza. D’altra parte ho visto invece un ritratto di Mussolini, non ho avuto tempo di indagare come era contestualizzato, ma comunque avrei preferito non vederlo.
      Hai preso in considerazione di chiedere spiegazioni alla direzione scientifica del museo? L’argomento è certamente importantissimo e deve sempre rimanere attuale nella nostra memoria.

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  2. […] Il Ponte Ciclopedonale sul Savena ci allieta da almeno due decenni, è una bella struttura di legno che collega il Parco dei Cedri al Parco della Resistenza, Bologna a San Lazzaro, è percorso quotidianamente da centinaia di persone di ogni età, a piedi o in bicicletta, è un elemento essenziale per il movimento e lo svago di bolognesi e sanlazzaresi. Il ponte ha anche il merito di avere riutilizzato i pilastri in cotto del vecchio tram di San Lazzaro. […]

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