L’impossibilità di essere normale (come destra)

 

Un paio di giorni fa l’on. Giorgia Meloni, intervistata durante uno degli svariati talk-show che funestano la nostra vita televisiva, alla domanda: “Come ha visto la manifestazione di Salvini a Roma?” ha risposto di aver visto una normale manifestazione di italiani normali.Tosi Meloni

Proprio così; normali italiani.

Per chi non la conoscesse la Meloni è quella persona che ricorda molto l’Eliza Doolittle di My fair lady, non perché somigli a Audrey Hepburn, ma per i modi sguaiati della fioraia prima di incontrare il cinico professore di fonetica Henry Higgins.

Mi scusi Meloni ma non ha visto i tizi con il cartello con Mussolini? E le croci celtiche? Le hanno mai detto che casa Pound non è un circolo  letterario? E quelli sarebbero gli italiani normali per lei? Quindi lei crede che Ted Bundy, il noto serial killer, fosse un normale americano?manifest roma salvini3

Una prima domanda sorge spontanea: ma gente così dobbiamo per forza chiamarli onorevoli?

In fondo la parola indica qualcuno degno di onore e se c’è chi ritiene soggetti di tale tipo degni di onore, probabilmente egli stesso sarebbe degno di due cc di torazene ogni mattina (medicinale che consente il controllo di alcuni sintomi, quali allucinazioni, deliri, la sensazione di udire voci).

Ma la domanda più forte mi viene da una ulteriore constatazione:

Che problema c’è ad essere Destra in Italia?

Il vecchio ex cavaliere fonda un partito sedicente di destra, che non è un partito bensì un’azienda con un unico padrone e con la chiara finalità di proteggerlo da problemi giudiziari.

Flavio Tosi, sindaco di Verona  nominò Andrea Miglioranzi, esponente di spicco degli skinheads veneti e cantante in una band nazi-rock, all’Istituto storico della Resistenza. Praticamente sarebbe come se dessero a me, che uso la calcolatrice per fare le divisioni, la cattedra di Cambridge che fu di Isaac Newton e di Stephen Hawking.Manifest roma salvini

Salvini non dice una parola per esprimere se non una smentita, almeno un’attenuazione del concetto,  quando Di Stefano, numero due di Casa Pound, dichiara ai giornali “Noi siamo forti della nostra identità, non facciamo un passo indietro. È quello che ci lega alla Repubblica sociale”. Scusi Di Stefano sta mica alludendo alla R.S.I. ?

Ed ecco la domanda: ma perché in Italia non abbiamo diritto anche noi ad una destra normale?

Una destra fatta di idee e cultura che obblighi anche la sinistra ad essere e dare il meglio di se, perché questo è il sale della democrazia; una destra portatrice di solidi ancorché non condivisibili contenuti, stimola la sinistra a non essere da meno.

Una destra che sia un avversario politico da contrastare con la forza della dialettica, in luogo di questi pagliacci che non sai mai se devono farti ridere o riusciranno a farti piangere?

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One comment

  1. Io mi convinco sempre di più che non esista più una destra o una sinistra, spero (anche se mi dicono che credo ancora alle fate) che una buona parte degli italiani sia sana, che creda nell’uguaglianza, nella libertà, nella solidarietà e nella giustizia diritti sacrosanti di ognuno di noi sanciti dalla Costituzione.

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