Quello che le mamme non dicono

“Mentirei se dicessi che non ero felicissima quando mi sono accorta di essere in cinta di Grace. Mi piaceva avere la pancia, sentirla muoversi dentro di me”. […]

“Quando nacque fu un richiamo alla realtà. Avevo sognato di cullare la mia bambina per addormentarla, di calmarla col suono della mia voce. Invece dovetti affrontare notti insonni, nervosismo dovuto alla mancanza di riposo, pianti ininterrotti che non riuscivo a calmare in nessuna maniera. E poi anni di fatiche per insegnarle a mangiare, di capricci e bizze infinite, non mi rimaneva nemmeno il tempo per limarmi le unghie o truccarmi. James rimaneva in ufficio fino a tardi e, quando rientrava, non gli andava molto di occuparsi di Grace, se ne lavava le mani della sua educazione. Quello spettava a me, ventiquattr’ore al giorno, un mestiere sfibrante, privo di riconoscimenti, e lui alla fine non capiva perché non avevo avuto il tempo di andare in lavanderia a ritirare i suoi vestiti, o di piegare la montagna di biancheria pulita”.

Tratto da: “Una brava ragazza” di Mary Kubica

La nascita di un figlio provoca un grande cambiamento fisico, mentale ed emotivo in una donna. Solitamente quando si comunica il lieto evento la neo-mamma viene assalita da affermazioni idilliache che riproducono un’idea di maternità fatta solo di cose belle e momenti felici. Ma, oltre ad essere il momento più bello e importante della vita di una donna, la maternità rappresenta anche un periodo di grandi fatiche fisiche ed emotive, di stress e di paure che molto spesso sono sottovalutate proprio dalle persone che ci sono più vicine.

A tale proposito, mi piacerebbe che questo spazio servisse come scambio di idee ed esperienze per comunicare che anche nei momenti di difficoltà non siamo sole e magari chissà riuscire anche a fornire qualche consiglio utile.

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4 commenti

  1. Ecco questa è la dura realtà per una decina di anni, poi ritrovi un po di libertà ma crescono i problemi.l’ansia , le difficoltà di relazione, la scuola, gli amici, il fidanzato ecc.

    Pensate alla “Brava ragazza” che si ritrova un figlio disabile chi l’aiuterà James? forse neanche lo accetterà, i genitori, gli amici, l’assistente sociale, la scuola, la società?., Se avrà un po di fortuna forse una psicologa che l’accompagnerà del difficile percorso di accettazione vera, quella del cuore, non quella della testa, di un figlio che avrà bisogno sempre di Lei e che imparerà ad amare dando tutta se stessa.

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    • Concordo pienamente con Livia, la nascita di un figlio rappresenta sempre un fattore destabilizzante per una coppia (anche in assenza di problemi) e ancora di più se il piccolo dovesse presentare disabilità fisiche, psicologiche ecc..
      Lavorando come educatrice nelle scuole ho notato, con dispiacere, come molte famiglie vengano sopraffatte dal dolore e dalla frustrazione di fronte ai problemi dei figli… E a pagarne il prezzo più alto sono spesso le madri, emotivamente più coinvolte.
      Per questo è importante avvicinarsi alle giovani mamme con un atteggiamento non giudicante, facendo in modo che non restino isolate e non siano sole ad affrontare il percorso della maternità.

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  2. concordo anche io sul fatto che sulla maternità si hanno tanti stereotipi, che sia un periodo fantastico in cui uscire con la carrozzina e il bimbo con i bei vestitini…in realtà è una vera prova del 9 in quanto ti mette a dura prova dal punto di vista fisico ma soprattutto psicologico ed emotivo, in quanto la stanchezza di notti insonni, il cambio radicale di vita, il cambiamento nel rapporto di coppia e soprattutto il proprio cambiamento interiore e di ruolo sociale non è facile da metabolizzare, la nuova responsabilità verso la nuova creatura è percepita in maniera abnorme, e il tutto è spesso incomprensibile agli altri che vogliono solo vedere il bimbo e ti bombardano con mille domande su allattamento, nanna, pappa, e esprimono giudizi e consigli non richiesti su come gestisci tuo figlio…..
    Penso che sia molto importante dare un sostegno a tutte le neomamme anche dopo la nascita, su aspetti che riguardano sia il bambino, sia su ciò che riguarda la mamma, perché solo se la mamma sta bene anche il bimbo cresce bene e sereno………

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  3. Ciao Francesca, se anche tu avverti la necessità di condivisione (di informazioni, esperienze ecc…) e desideri approfondire qualche particolare aspetto legato alle problematiche genitoriali… scrivici e cercheremo di creare una piccola comunità (al momento) virtuale 🙂

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