L’alcool dei colluttori cambia il risultato delle prove etilometriche?

colluttorio

 

Per quanto riguarda l’alcool, la TOLLERANZA ZERO è riferita in particolare agli  autotrasportatori  professionisti, ai neopatentati fino a tre anni dal conseguimento della patente e per gli under 21.

Il limite massimo consentito, invece,  per tutti gli altri, è di 0,5 ml di alcool nel sangue. Fino al limite di  0,8 ml è considerato un illecito amministrativo e oltre questo tasso diventa reato, con sospensione della patente di guida ed anche del sequestro del veicolo finalizzato alla confisca, se viene superato il valore di 1.5 ml. di alcool.

In tal contesto, diventa opportuno valutare l’impatto dei farmaci con forte base alcolica, in particolare alcuni colluttori e  preparati omeopatici in gocce o spray.

E’ stata effettuata una sperimentazione da parte degli Agenti della Polizia Municipale,  a persone che avevano assunto uno spray di prodotto omeopatico, con alcool al 25 %,   sottoponendole alla prova con pretest ( quello che assomiglia ad una torcia elettrica, dove si deve alitare),  che ha dato risultato positivo, ma, con l’etilometro (strumento legale) è comparsa la scritta “…attenzione…alcool in bocca…”. Trascorsi 5 minuti, il pretest dava sempre risultato positivo, mentre l’etilometro segnalava 0,1ml di alcool nel sangue. Trascorsi altri 10 minuti, sia il pretest che l’etilometro non davano alcun segnale di presenza di alcool  nel sangue.

Risulta pertanto opportuno segnalare a coloro che assumono farmaci o parafarmaci contenenti alcool, che i valori delle prove legali effettuati dagli organi di polizia possono cambiare a distanza di poco.

C’è da ricordare comunque che, per le categorie sopracitate (autisti professionisti, neopatentati, under 21), in caso di positività, le prove da effettuarsi sono almeno tre, a distanza di 5 minuti una dall’altra.

L’eventuale effetto positivo all’alcoltest  di farmaci, viene quindi annullato in tale tempo,  entro 10-15 minuti.

Il ritiro della patente per uno sciacquo al collutorio, è probabilmente una leggenda metropolitana e nasconde qualche altra “ombra”.

 

 

 

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