La stoccata del fair play. Bonaccini premia un giovanissimo Stefano Cedrini

bonacc

Il premio riconosciuto al giovane schermidore ravennate, la targa  consegnata “per un gesto di lealtà che va portato ad esempio, in un momento in cui nello sport troppo spesso è la furbizia a essere premiata”.

 

“RAVENNA – E’ appena un adolescente, ma dalla pedana ha dato una grandissima lezione a tutti. Non di parata o stoccata, né di schivata, ma di… sportività. Nel senso più puro e genuino del termine, con quella naturalezza figlia della tenera età e onestà insita nella stessa che campioni blasonati sembrano aver dimenticato in nome del dio denaro. E quel gesto che lo ha fatto diventare un esempio di fair play, ieri è stato riconosciuto e premiato dalla Regione e lo sarà anche a livello nazionale dal Coni.

Stefano Cedrini, schermidore ravennate di 13 anni, ha infatti ricevuto dalle mani del presidente dell’Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, una targa “per un gesto di lealtà che va portato ad esempio, in un momento in cui nello sport troppo spesso è la furbizia a essere premiata”.

Il giovanissimo sportivo si è distinto per aver restituito, durante lo scorso campionato italiano under 14, un punto determinante che gli era stato erroneamente assegnato dall’arbitro, facendo così perdere la gara alla sua squadra ma, come ha commentato il presidente Bonaccini, “vincendo la partita più importante, quella del rispetto delle regole, dell’altruismo e del coraggio, in un momento in cui si deve riaffermare la legalità a ogni livello”.
“Mi sembrava la cosa più giusta da fare nel rispetto per gli avversari”, ha commentato Stefano Cedrini, che è stato accompagnato alla premiazione dai genitori e dal presidente del Circolo Ravennate della Spada.
“Mi congratulo con il ragazzo, con i suoi genitori e con la società sportiva, che hanno evidentemente saputo trasmettergli i giusti valori”, ha concluso il presidente della Regione, che ha anche la delega allo Sport e ha inteso inviare attraverso Cedrini un bel messaggio a tutti gli sportivi della regione.”

( da Romagna Noi del 21 Marzo 2015) articolo originale cliccando qui.

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2 comments

  1. Pratico sport da circa 10 anni e ho avuto spesso a che fare con competizioni di ogni tipo. La domanda però che mi pongo spesso è: in un contesto sportivo in cui l’arbitro è il massimo giudice, è davvero corretto andare contro ad una sua decisione anche se palesemente sbagliata? Lasciando da parte (cosa assai complicata) i problemi di corruzione, un arbitro sbaglia a volte per noi, a volte contro di noi. Un grande allenatore di calcio quando intervistato riguardo alla prestazione arbitrale rispondeva: “rigore è quando l’arbitro fischia”. È davvero sportivo voltare le spalle alla propria squadra alla quale si è promesso massimo impegno? Ma soprattutto, è rispetto per l’avversario regare un punto, o il gesto stesso ne implica una tacita considerazione di essergli superiore? In questo caso Stefano ha perso, ma se avesse vinto, il rivale come si sarebbe dovuto sentire?

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