Scopri il nostro futuro prossimo

Il futuro non è un’ipotesi

di Stefano Rimondini

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Da  bambino divoravo i romanzi di Verne. Erano scritti di fantascienza o qualcuno diceva, futuristici. Erano stati scritti ottanta anni prima, in un momento di grande innovazione scientifica, quando molto, forse tutto, sembrava possibile. Ho visto divenire realtà quasi tutte quelle cose e andare oltre. Domenica 8 febbraio uno speciale TG1, in onda alle 23.30, ha mostrato in poco più di un’ora, la innovativa realtà lavorativa di Silicon Valley, in California.

Vedere droni che giocano a palla tra di loro o con umani, mi ha suscitato un sentimento di stupore e paura insieme.

Per effetto della tecnologia e della robotizzazione spinta, calcolano che nei prossimi dieci anni si perderanno 45/50 % dei posti di lavoro, soprattutto nella classe media. Considerando che la classe media è già la più colpita dalla crisi economica, a ricaduta si prospettano scenari sociopolitici difficilmente immaginabili, ai quali non siamo preparati e che la quasi totalità dei politici non ha nemmeno preso in considerazione.

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Nel 1994 andai a trovare un mio cugino, ingegnere da anni  alla Logitech, in Silicon Valley. Dopo cena, nel suo grazioso villino alla periferia di San Francisco, mi fece vedere gli studi e le sperimentazioni che stava effettuando sulla macchina fotografica digitale. Chiesi spiegazioni, non capendo a cosa potesse servire, e mi chiarì che permetteva di scaricare le foto direttamente al computer, con tutto quello che ne seguiva. Pensai seriamente che stesse sperimentando una cosa inutile. Una quindicina di anni dopo fallì la Kodak, colosso mondiale, con i suoi 18.000 dipendenti. I suoi dirigenti, proprio come me, non avevano saputo comprendere le potenzialità della fotografia digitale e il mercato non li ha perdonati.

Dieci anni sono pochi e il 50 % dei posti di lavoro in meno sono tanti. Dopo aver guardato lo speciale TG1, è da riflettere attentamente su un futuro che è dopodomani.

Lo Speciale Tg1 integrale lo trovi cliccando qui

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2 commenti

  1. sono riflessioni che fanno veramente pensare, ne parlavo anche oggi con amici citando alcuni libri e anche cinema che sembravano fantascienza invece si sono realizzate.Ultimamente si parla molto dei droni esattamente come spiegato nell’articolo. l’unica previsione di fantascienza di cui non si sente più parlare e la sostituzione del cibo con una pastiglia, probabilmente se si continua a morire di fame si risolve il problema dell’aumento della popolazione delle mancanze di risorse per tutti.

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  2. Gli inviti alla riflessione sono sempre utili e importanti, ma non bisogna farsi spaventare dalle cose nuove. Piuttosto le novità vanno comprese e indirizzate verso l’utilità collettiva. Ricordate il “luddismo”, quando gli operai volevano distruggere i telai meccanici per paura di perdere il lavoro? A oltre due secoli di distanza mi sembra difficile sostenere che la rivoluzione industriale, con tutti i suoi problemi, non abbia migliorato la condizione della società, riducendo in qualche misura le disuguaglianze.
    Certo l’automazione farà perdere posti di lavoro, quindi occorrerà crearne altri.
    Ogni processo di profonda trasformazione crea incertezze, disagi, ma tocca alla politica ideare alternative e indirizzare lo sviluppo verso le moltissime cose di cui la società ha bisogno.

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