Un buona Pasqua al femminile

Le festività religiose lo ammetto mi fanno sentire come il classico pesce fuor d’acqua, mi accade una cosa simile con il calcio. Le persone attorno a me ne parlano con enfasi e competenza e io non so proprio cosa dire.

D’altro canto come  potrei fare e ricevere auguri per la resurrezione di una persona che non credo neppure sia nata, figuriamoci poi morta e addirittura resuscitata.

Badate bene,  ho le mie ragioni; contemporaneamente a questo fantomatico signore hanno vissuto alcuni tra i più grandi storici del passato. Uno addirittura era di Gerusalemme e nessuno di loro ha mai scritto una riga su di lui?

Da non credere, appunto!

Una rusalka trascina la sua vittima in acqua
Una rusalka trascina la sua vittima in acqua

Allora voglio farvi degli auguri di Pasqua al femminile raccontandovi di una leggenda che precede nel tempo questa festa e probabilmente ne è la fonte ispiratrice; la leggenda della Rusalka.

La Rusalka potrebbe essere paragonata alla nostra sirena ma il suo mito per gli antichi russi è molto più complesso in quanto compendia la vita e la morte, la seduzione e la distruzione, la vendetta e la fertilità.

Come faccio a sapere queste cose? Perché anni fa scrissi un racconto lungo (o romanzo breve?) su questo personaggio e oltre alle mie ricerche fui aiutato dall’amica Mary Storsved, professoressa alla North Dakota University.

La rusalka in origine era una donna che si è suicidata annegandosi e la causa del suicidio spesso è stata una gravidanza fuori dal matrimonio; per lo stesso motivo potrebbe essere stata uccisa da un amante o dal padre per il disonore.

Essa viene aiutata nel suicidio da altre rusalke, divenendo come loro una creatura semi-divina.

Ben diversa e peggiore è la sorta che toccherà all’uomo che dovesse essere ammaliato dal loro canto mentre cammina lungo le sponde di un fiume o di un lago; egli sarà semplicemente annegato in una sorta di vendetta postuma.

La rusalka è paragonabile alla nostra sirena
La rusalka è paragonabile alla nostra sirena

La rusalka non porta solo morte ma è anche fonte di vita; se si pettina i lunghi capelli con il suo pettinino d’oro, fa nascere una cascata e a primavera se danzerà di notte in un campo di grano il raccolto sarà più abbondante, ecco perché i contadini invogliano questa creatura a danzare nel loro campo lasciandole corone di fiori e….indovinate un po’, uova.

Proprio così, le uova come simbolo di rinascita della terra dopo l’inverno, giacché questo è l’antico significato dell’uovo pasquale.

La religione cattolica a suo tempo si appropriò dei templi trasformandoli in chiese, degli dei minori trasformandoli in santi, delle feste primaverili che celebravano il risveglio della natura trasformandole in Pasqua.

Ma se permettete alla triste superstizione cristiana, preferisco l’immagine di questa bellissima ninfa che danzando ridona la vita alla terra.

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