Legge sulla tortura: vittime o carnefici ?

“E siamo qui con queste divise
Che tante volte ci vanno strette
Specie da quando sono derise da un umorismo di barzellette
E siamo stanchi di sopportare quel che succede in questo paese
Dove ci tocca farci ammazzare per poco più di un milione al mese
E c’è una cosa qui nella gola, una che proprio non ci va giù
E farla scendere è una parola, se chi ci ammazza prende di più
Di quel che prende la brava gente….
… La voce in radio ci fa tremare, che di coraggio ne abbiamo tanto
Ma qui diventa sempre più dura quanto ci tocca fare i conti
Con il coraggio della paura, e questo è quel che succede adesso
Che poi se c’è una chiamata urgente se prende su e ci si va lo stesso
E scusi tanto se non è niente…”

Giorgio Faletti “Signor Tenente”

Approda alla Camera il testo che prevede pene da 4 a 10 anni. La condanna sale a 12 anni di reclusione se il reato è commesso da un pubblico ufficiale…  [da tgcom24]

Sono senza parole, frastornata da tanto rumore da tanto urlare contro le forze di polizia italiane… Rimango allibita da quanti pregiudizi siano ancora radicati in Italia dove la polizia viene ancora vista come “polizia fascista”.

Personalmente ho lavorato, per motivi di studio, a stretto contatto con tanti poliziotti, ho studiato il loro contesto come un etnografo… ho vissuto nei loro uffici, ho scoperto il loro lavoro, ho dormito nelle loro caserme, ho mangiato (e sono stata male anch’io) alla loro mensa. Con una piccola differenza: io ero una giovane studentessa che a fine giornata rientrava negli agi familiari, loro (i poliziotti) erano ragazzi e ragazze della mia età, che vivevano lontano da casa, risiedendo in caserme fatiscenti e per poco più di 1000 € al mese facevano turni snervanti con operazioni ad alto rischio… e tutto per un posto di lavoro “sicuro”.

Sì, sicuro, l’appannaggio dello  stipendio fisso: padri di famiglia, giovani italiani che pensano di poter lavorare per il nostro Stato e di poter mantenere la loro famiglia con un lavoro onesto. Troppe volte ho visto poliziotti stanchi, demotivati,  provati da un lavoro che proprio lo Stato dovrebbe tutelare, ma che invece è il primo organo a lavarsene le mani in caso di errore (non è colpa mia è lui che sbaglia)!

E l’ennesimo sberleffo è questa nuova legge sulla tortura… Con questo non intendo giustificare la violenza, ma quando le vittime sono proprio i poliziotti… chi pagherà il conto? Perché persone che svolgono le proprie mansioni devono subire violenze e insulti di ogni genere dalle offese, agli sputi, al lancio di svariati oggetti contundenti?  Perché padri di famiglia devono uscire per andare al lavoro in servizi di ordine pubblico e non sapere se faranno rientro a casa??? E poi, per cosa, per 1000 € al mese ????

Perché lo Stato Italiano non si assume le proprie responsabilità nella formazione professionale delle forze dell’ordine? In tanti anni per gli operatori di polizia non è stato previsto alcun insegnamento per gestire, stress, paura ed emotività. Infatti, negli scontri, anche i poliziotti hanno paura, sono persone, con i loro problemi e la loro vita sotto quelle divise troppo spesso oltraggiate.

Per esperienza personale, lavorando con i poliziotti italiani, posso solo affermare di aver conosciuto persone che bramavano per sentirsi ascoltate, desiderose di sentire che qualcuno non era contro di loro solo per partito preso, genitori che desideravano (come noi) un mondo migliore per i propri figli…

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6 commenti

    • Questa è una tematica che mi coinvolge in modo particolare, in quanto sono anni che si è appurato che in Italia alle forze di polizia manca una preparazione per ciò che concerne la gestione delle emozioni. E ancora oggi purtroppo ci troviamo davanti alle solite problematiche con operatori di polizia che ricevono solamente un addestramento tecnico.

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  1. Ricordo quando nel 1968,dopo i fatti di Valle Giulia,Università di Roma,Architettura,Pier Paolo Pasolini scrisse “il PCI ai giovani”e si schierò con i poliziotti figli del popolo…ma negli anni a venire tante cose sono successe,vedi Genova,ed ogni punto di vista è lecito.

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  2. Premetto che in linea di principio ho il massimo rispetto per le istituzioni e per chi le rappresenta e le difende. Detto questo, non credo però che sia utile difendere in assoluto né la categoria dei poliziotti né qualunque altra categoria. Sappiamo per certo che anche tra i poliziotti ci sono state le cosiddette “mele marce”, a volte nell’ombra (vedi la banda della “Uno bianca”), a volte nell’esercizio delle loro funzioni. Quindi ben vengano migliori addestramenti, equipaggiamenti, trattamenti economici per i tutori dell’ordine, ma ben vengano anche leggi giuste che colpiscano con severità chi abusa del proprio potere nell’esercizio delle funzioni di odine pubblico.

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    • Comprendo e condivido il tuo punto di vista, ma per punire chi sbaglia le leggi ci sono già. Quello che penso è che il Governo non può lavarsi le mani di tali problematiche promulgando una leggina per avere il consenso dell’opinione pubblica sull’onda dell’emotività. Non ritengo una grande soluzione schierarsi ulteriormente contro le forze dell’ordine a meno che non si preferisca rendere loro impossibile svolgere le proprie mansioni. Forse non è noto che molti poliziotti già adesso devono stipulare, a loro carico, delle assicurazioni per tutelarsi nell’esercizio delle proprie funzioni. Ritengo che queste siano assurdità tipicamente italiane.

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