5 consigli utili per superare un colloquio di lavoro e alcune cose da non fare mai!

Ce l’hai fatta finalmente!

Dopo tanti tentativi, ricerche, risposte ad annunci e sfilze eterne di curricula inviati, sei stato chiamato/a per un colloquio di lavoro, che sarebbe più corretto definire un colloquio di selezione giacché è quello che realmente avverrà.

In pratica l’azienda con alcune tecniche di tipo psicoattitudinale, cercherà di capire se sei la  persona giusta per il posto che vuole coprire.

In teoria si sostiene che il colloquio sia una selezione reciproca; l’azienda valuta te e a tua volta tu valuti se l’azienda sia confacente alle tue attese e ai tuoi progetti; ciò è vero però solo in parte e in situazioni ben determinate.

Se sei un fisico delle particelle e già lavori al CERN, se sei una stilista che ha già fatto qualche anno di esperienza da Tom Ford o Stella McCartney allora è vera la teoria predetta: la selezione è reciproca. Se hai appena conseguito un diploma, una laurea o non hai alcuna occupazione, appare abbastanza chiaro chi sia contrattualmente più forte.

Dobbiamo dunque provare a quantomeno attenuare questo gap, poiché il colloquio di lavoro è una situazione “one shoot one kill” ovvero, un colpo un morto; infatti come per i cecchini ci sarà solo un’occasione per giocarsela e bisogna sfruttarla bene.

Colloquio di lavoro in una scena del film "Il diavolo veste Prada"
Colloquio di lavoro in una scena del film “Il diavolo veste Prada”
  1. La puntualità: arriva una decina di minuti prima. Troppo anticipo ti indicherebbe come persona ansiosa, il ritardo sarebbe considerato segno di scarso interesse.
  2. Aspetto e abbigliamento: Oscar Wilde diceva che solo chi è superficiale non bada all’apparenza e tu non dimenticare questa massima. Il selezionatore prima di ascoltare le tue parole vedrà il tuo aspetto e se questa impressione dovesse essere negativa, tutte le percezioni successive ne sarebbero influenzate. Cosa fare dunque? La risposta semplice è sobrietà; un eccesso di eleganza sarà considerato alla stessa stregua della trasandatezza. Più che altro cerca di essere a tuo agio. Se tailleur e tacchi alti non li hai mai portati rischi di apparire in difficoltà. Se non sei solito usare la giacca e la cravatta potresti sembrare un pinguino sull’orlo del soffocamento; l’abbigliamento sportivo o comodo ormai non è più considerato inappropriato, basta non esagerare. Chiaramente se il tuo colloquio sta per avvenire nella sede di Google o in quella della Diesel di Renzo Rosso, quanto appena detto non vale più. Insomma scegli il tuo abbigliamento anche in funzione del tipo di azienda nella quale ti stai recando.
  3. Il linguaggio del corpo: ricorda che il tuo corpo parla e lo fa anche se tu non te ne accorgi. Bada dunque alla tua postura che non sia troppo rilassata ma neppure tesa o chiusa (gambe accavallate e braccia incrociate). Non appoggiarti alla scrivania del selezionatore (sarebbe un’invasione del suo spazio) e adotta un volume della voce moderato ma chiaramente ascoltabile. La voce bassa viene spesso abbinata alla timidezza. Se sai di gesticolare molto, tieni sotto controllo questa caratteristica.
  4. Da dove parto? L’esaminatore  probabilmente inizierà con una domanda apparentemente banale: “Mi parli un po’ di se…” in tal modo analizzerà la tua capacità di organizzare un discorso, la qualità della comunicazione verbale, l’ordine di priorità scelto. L’errore più grave sarebbe chiedergli: da dove vuole che inizi? Tradirebbe l’incapacità a organizzare un discorso in modo autonomo. Quindi preparati per tempo. Attento a frasi fatte, luoghi comuni e eccessi di gergalità perché peggiorano la qualità della comunicazione. Infine dai agli argomenti una opportuna priorità; iniziare a parlare della tua passione per la discoteca o per i viaggi non deporrebbe molto bene. A meno che il colloquio non sia per animatori di villaggio turistico.Colloquio2
  5. Domande impreviste: ti potranno essere fatte domande all’apparenza quasi frivole ma che hanno un secondo fine per l’esaminatore, sulle quali ci si dovrà preparare, ad esempio
  • Come mai ha scelto il suo piano di studi? (non rispondere mai: perché era quello che volevano i miei o perché l’hanno scelto i miei compagni)
  • Le piace viaggiare?
  • Lei accetterebbe di spostarsi per lavoro in un’altra città o magari all’estero? Per quanto tempo?
  • Come passa il tempo libero?
  • Mi parli della sua famiglia.
  • Quali sono le cose che per lei contano di più nella vita?
  • Quale crede sia il rapporto tra carriera e vita privata?
  • Quali sono i suoi pregi e quali i difetti?
  • Se dovesse descriversi usando pochi aggettivi, quali sceglierebbe?

Ed ecco alcuni comportamenti da evitare assolutamente:

  • Tenere le mani nascoste o contratte
  • Tenere il telefono acceso
  • La posizione dello “scattista” pronto a scappare
  • Alzarsi dalla sedia appena il colloquio sembra finito
  • Bluffare – Mentire
  • Essere seduttivi
  • Parlare di religione e/o di politica
  • Parlare male del proprio datore di lavoro (se già si lavora )
  • Essere spiritosi ad ogni costo
  • Dilungarsi troppo su una argomento

Infine ricorda che sarà giudicato come segno di interesse il fare a tua volta qualche domanda, naturalmente preceduta da un doveroso: Posso chiederle qualche informazione? Chiaramente evita di chiedere informazioni sullo stipendio o sulle ferie, ma desiderare di sapere quanta formazione viene fatta per i dipendenti o se sono previsti tragitti di carriera sarà ben giudicato.

Ricorda che il nostro blog organizza corsi specifici sull’argomento oltre a fare colloqui individuali di orientamento al lavoro (vedi la scheda).

Non mi resta che augurarti…..in bocca al lupo.

Corso di formazione sulla ricerca del lavoro
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