Un buon modo per festeggiare il 25 aprile? Re-innamorarsi della democrazia

Quando a volte qualche amico/a lamenta lo scarso interesse che nel tempo gli/le riserva il partner, io cito la sindrome del guardiano del Louvre (tranquilli, non esiste l’ho inventata io) per spiegargli che la lunga convivenza con la Nike di Samotracia o con la Monna Lisa rendono ai suoi occhi questi capolavori scontati e quasi invisibili. Ma d’altronde noi umani siamo così, apprezziamo le cose e ne comprendiamo il valore quando le perdiamo; un lungo black out ci fa razionalizzare quanto sia indispensabile la corrente e quanto brutto sia vivere senza, il partner che ci lascia, la salute che viene meno (ciò che a Bologna si definisce “tirottino”), la giovinezza che finisce, ci permettono di valorizzare, ahimè in ritardo) cose che davamo ormai per scontate tanto da non comprenderne più il vero valore.

A tal punto c’è un grosso però: mentre qualche episodio della vita come quelli appena citati ci può indurre in un salutare quanto temporaneo bagno di realtà, c’è una cosa che non possiamo rischiare di perdere per poterla di nuova apprezzare come merita: la democrazia e la sua figlia primogenita, la libertà. imageNon possiamo e non dobbiamo correre questo rischio perché la Storia ci dice che queste perdite non sono mai momentanee ma preludono a lunghi periodi bui dai quali si esce raramente in modo pacifico, più spesso attraverso altro dolore. Non a caso Winston Churchill disse: È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora. La mancanza di democrazia, di tolleranza, di spirito libero sono per la società ciò che per l’individuo è l’ignoranza bieca, l’egoismo, la grettezza morale, insomma il peggio che una persona può rappresentare. Come reagire positivamente allora? Facendo come si dovrebbe per conservare bello e vitale una relazione, un matrimonio:

Innamorarsi ogni giorno della libertá

Qualche piccolo consiglio allora:

Trovate un vecchio parente e fatevi raccontare qualche episodio della sua giovinezza o infanzia dalla quale si capisca con piccoli fatti quotidiani cosa sia la mancanza di libertà. Io rabbrividivo quando da bambino mi raccontavano di adunanze del sabato vestiti con ridicole uniformi. E dovevi andarci altrimenti i tuoi genitori rischiavano di perdere il lavoro o peggio. image

Pensate a tutte le volte che al bar, con gli amici, al lavoro avete criticato anche in modo aspro la politica del governo come se fosse la cosa più normale al mondo (e lo deve essere!) e pensate anche che in alcuni paesi e nel nostro fino a qualche decennio fa un comportamento siffatto ti apriva le porte della galera.

Leggete le interviste fatte a quegli sventurati che affrontano migliaia di chilometri di viaggi tra vessazioni, soprusi e morte per raggiungere la Libertá giacchè Libertá è vivere senza paura.

E infine chiudete gli occhi e fate lavorare la fantasia, pensate al più aggressivo e intollerante dei nostri politici e chiedetevi come sarebbe la nostra vita quotidiana se a governare fosse lui da solo.

Buon 25 aprile a tutti!

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