Settantanni (non) sono tanti

Articolo di Pedro Antonio Contartese

image70 anni sono tanti, ma sfumano lievemente se azzerati dalla freschezza del racconto di quelli che anno vissuto quel 25 aprile, se con un linguaggio toccante ci permette di rivivere qui giorni, fatto di paure, coraggio, onore e generosità verso la popolazione di allora e più che altro verso quelli che sarebbero arrivati dopo, ovvero noi.

imageInfatti oggi noi possiamo usufruire di una Italia libera e democratica grazie a loro coraggio e sacrificio; molti, specie tra i più givani,  non sanno cosa fosse la dittatura veramente e a che prezzo ne  siamo usciti. Sta a noi attraverso una narrazione equilibrata ma onesta non far appassire mai questo ricordo.
Tanto dobbiamo loro, il nostro è un debito che non si estinguerà mai e non importa se non conosciamo i nomi di tutti, giacchè neanche per loro contava il nome dei concittadini per cui stavano combattendo dando la propria vita.

Quelle donne e quegli uomini vissero e morirono per un’idea e tanto bastò per loro.
Quel giorno i giornali annunciavano che la guerra era finita, ed allora si poteva incominciare di nuovo con la speranza di vivere in pace, ripartendo dalle macerie con tenacia, guardando avanti e dando mostra di appartenere ad un popolo che imagenella sua memoria millenaria conservava le risorse per risollevarsi.

E cosi e stato.

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