Quel black bloc che è in tutti noi…. almeno un po’

Qualche giorno fa sulla sua pagina FB, l’amico Dario Mastrogiacomo si chiede: “Ma quelli che stanno devastando Milano che problemi hanno?”

Ma che problemi hai è un’espressione idiomatica e come tale la sua interpretazione non è letterale; possiamo intenderla come un mix di: ma cosa ti passa per quella mente bacata? Oppure: quali rogne devi grattarti? Per arrivare al tipicamente bolognese e alquanto volgare: ma ti tira il c…….?

Vorrei capirlo anche io caro Dario, e mi piacerebbe trovare una spiegazione facile facile che mi faccia da alibi, tipo: sono giovani che hanno perso il contatto con la realtà per colpa dei videgiochi e a forza di distruggere ed uccidere in GTA o in Battlefield non capiscono più la differenza tra virtuale e reale.

Ma poi scopro che si tratta di persone che vanno dai 18 ai 55 anni e allora addio alibi.

Vorrei poter leggere che si tratta di disoccupati ai limiti della sopravvivenza e quindi incazzati neri, per poterli capire e un po’ giustificare, ma sappiamo che non è così.

Il mio timore è che queste persone siano esattamente come noi e provo a darne una spiegazione, se mi permetti di partire da lontano, ma ne vale la pena.

Sigmund Freud e ALbert Einstein
Sigmund Freud e ALbert Einstein

Nell’estate del 1932 Albert Einstein, su invito delle Nazioni Unite, tenne un interessante carteggio con un’altra mente brillante del suo tempo, Sigmund Freud, argomento: la guerra (e quindi la violenza nella sua massima espressione) o meglio, perché restava una realtà ricorrente nell’umanità e se fosse possibile evitarla.

Lo scambio è interessante e consiglio a tutti di leggerlo, ma in sintesi, il padre della psicoanalisi sostiene alcune idee che possono farci riflettere.

La prima è che le guerre traggono origine da una naturale pulsione alla violenza dell’uomo, Freud in pratica spiega il ricorso alla guerra grazie all’esistenza di due pulsioni intrinseche in ogni uomo: quella aggressiva, che tende a    θάνατος (thanatos) cioé la morte, la distruzione,  e quella erotico – sessuale, che tende a  ἔρως (eros) ovvero a generare, conservare e a unire.

Entrambe le pulsioni sono funzionali alla vita stessa e quindi ineliminabili, poiché reciprocamente interdipendenti.

Quindi caro Dario potrà spiacerci e qualcuno addirittura si ritrarrà offeso da questa idea, ma quelli che stanno devastando Milano sono nient’altro che l’altra faccia di noi, sono il nostro mister Hide, sono noi senza morale ed etica, sono noi senza i valori per i quali ci impegniamo, senza le esperienze di vita positiva che vogliamo (o vorremmo) lasciare ai nostri figli, insomma sono noi al nostro peggio.

Morte e Vita- Klimt 1916
Morte e Vita- Klimt 1916

Ma se la psicologia ci dice che non è possibile eliminare le pulsioni aggressive umane, ci fornisce anche la soluzione, ricordandoci che è possibile sublimarle e quindi deviarle verso fini alti, dando a queste persone ciò che la repressione, che poi sarebbe solo altra violenza, non potrà mai dare.

Obiettivi veri per i quali battersi, valori in cui credere, una morale solida che indirizzi e dia un senso alle azioni; chi si trovasse dunque ad essere genitore di uno di questi pericolosi nichilisti, inizi a porsi qualche domanda su se stesso, come dovremmo fare tutti noi e in genere una società che trasferisce spesso solo valori futili e volatili.

Abbiamo qualche speranza amico Dario, perché sempre secondo quelle due grandi menti, violenza e diritto non sono opposti,  anzi, il diritto è l’evoluzione della violenza.

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