Dipingere con tessuti; l’arte del quilt

lauraDue occhi azzurri grandi e luminosi, circondati da un’ampia chioma, moglie, mamma di due bellissimi bambini, pianista, organista, insegnante di pianoforte, art quilter e collezionista di successi: sono questi i segni particolari di Laura di Cera, san lazzarese Doc da ormai più di dieci anni.

Laura, che non ha mai abbandonato l’insegnamento del pianoforte, è riuscita a conciliare alla già difficile vita di mamma lavoratrice anche quella di artista del cucito. Tutto ha inizio come lei stessa ci racconta “per colpa delle sedie bianche di mio marito che nel passaggio da marito a padre hanno iniziato a perdere lo splendore iniziale quindi ho pensato di rivestirle parzialmente. Mi hanno consigliato di imbottire la seduta come usa fare nel patchwork. Cosa?!? Non avevo ben capito ma poi l’ho fatto veramente, ho realizzato il mio primo “panino” in tessuto!”

002Dalle sedie ai quadri morbidi fatti di tessuto, il passo per Laura è stato breve “Ho iniziato a comprare riviste, libri, ricerche in internet ed ho visto lavori incredibili di artiste di tutto il mondo. Poi un giorno ho letto di iniziative italiane del settore e ho deciso di partecipare ad un concorso. Il primo successo è stato un quarto premio assolutamente inaspettato ad un concorso internazionale svoltosi a Bergamo”.

Laura continua a raccontarci della sua avventura nel mondo del quiltaggio “Da quel momento ho continuato a partecipare a contest italiani e stranieri. Ad oggi, sono stata la prima italiana a vincere un primo premio al Festival of Quilts di Birmingham in Gran Bretagna, un primo premio in Svizzera, e un primo premio in Olanda a Veldhoven. Partecipo anche a concorsi nella patria del patchwork, gli Stati Uniti d’America e ogni volta ricevo “ribbon” ovvero coccarde per me preziosissime! Essere selezionata e premiata da giurie competenti è sempre emozionante e gratificante!”

La cosa che più colpisce nel sentire raccontare Laura è come lei sia la sintesi perfetta e ben riuscita delle competenze trasmesse dalla sua mamma e dal suo papà, si perché Laura è figlia d’arte “mio padre era un grafico eccezionale, con acquerelli e matite faceva quadri in pochissimo tempo, vinceva concorsi fotografici, mentre mia madre mi ha dato le prime nozioni di cucito sartoriale, maglia ed uncinetto”.

Ma ho voluto chiedere a Laura in cosa San Lazzaro ha contribuito a permetterle di coltivare questa passione.

“Il primo merito è di un negozio che si trova proprio a San Lazzaro, Cucilandia di  Adele Fideghelli,

che conosco da quasi vent’anni. Davo lezione di pianoforte ai suoi figli. Ho acquistato i tessuti per le famose sedie proprio da lei, poi da cosa nasce cosa… compra una macchina per cucire, compra altri tessuti, fai un corsettino, fanne un’altro e nel giro di pochissimi anni ora aiuto Adele ad insegnare alle sue clienti.

Ma non ho voluto fermarmi a San Lazzaro, infatti mi chiamano spesso da tutta Italia per tenere corsi di patchwork ed art-quilt. E’ per me un’occasione bellissima per poter fare nuove amicizie e visitare posti nuovi. Quando posso poi, mi porto dietro tutta la famiglia!”

Ma io insisto su San Lazzaro, perché da Laura vorrei anche sapere tre caratteristiche positive e tre negative di San Lazzaro004

“San Lazzaro mi piace perché “a misura d’uomo” ma allo stesso tempo vicinissima a Bologna (non potrei mai vivere isolata e lontana dalla città) ed è tranquilla.

Tre negative… ne dico una che vale per tre: via Kennedy!!! Insomma… impercorribile! Quando guidi dovresti andare un po’ a destra, un po’ a sinistra, seguire una traiettoria poi cambiarla repentinamente… sembra progettata da un ubriacone! Ora che ci penso però, forse sbaglio io e non ho capito la vena artistica di chi l’ha progettata?!”

Potete conoscere meglio Laura consultando la sua galleria d’arte all’indirizzo http://www.lauragallery.altervista.org/awards.html oppure il suo blog  http://ildiariodiminerva.blogspot.it/.

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