Disabilità: l’amministratore di sostegno …questo sconosciuto

di Livia Scagliarini

Chi è l’Amministratore di sostegno? È una delle tre figure giuridiche previste oggi dal nostro ordinamento (art 404 c.c. ) a protezione per i soggetti deboli.

La parola Amministratore viene quasi sempre interpretata come colui che amministra il patrimonio di una persona che per effetto di una menomazione fisica o psichica si trova nell’impossibilità di provvedere ai propri interessi.  Questa è in realtà solo una parte del compito previsto dalla legge, legge voluta con grandi lotte dalle Associazioni dei disabili intellettivi, è stata veramente una grande conquista!

L’amministratore di sostegno costituisce una protezione “misurata” della persona tutelata, l’amministrazione infatti è tenuto al rispetto dei “bisogni e delle aspirazioni del beneficiario”. Interviene quindi quando non si tratta di normale gestione o di prassi non previste dal decreto di nomina e deve in questi casi informare tempestivamente  il giudice tutelare. Si  considera che ogni Amministratore di sostegno segua  un progetto personalizzato con caratteristiche peculiari strettamente legate alle capacità della persona beneficiaria.

Nel caso specifico delle persone con disabilità intellettiva e /o relazionale, dal 18^ anno di età si dovrebbe procedere alla nomina dell’Amministratore in base a quanto sopra descritto, generalmente è uno dei due genitori che viene nominato dal giudice tutelare, quando i genitori non ci sono più subentrano i fratelli o le sorelle.

Sono sempre più frequenti a causa dell’invecchiamento della persona, casi di anziani deboli e questi  casi vengono affidati a volontari, o ad un avvocato per i casi più complessi.

Quello che mi preoccupa maggiormente è la difficoltà dei genitori anziani di affidarsi a questa figura tutelante, prendere questa decisione che di per sé dovrebbe essere percepita come una conquista, viene invece vissuta come un ostacolo che allontana dal figlio. Si sente sempre più spesso dire: “ io sono la madre, chi meglio di me conosce mio figlio, le sue capacità, le sue necessità sono sua Madre!” .

I tanti incontri organizzati dall’ANFFAS, rivolti a soci e non alla presenza dell’avvocato e del notaio, hanno chiarito  molte situazioni e rinforzato la necessità di avvalersi di questa possibilità. In queste occasioni si possono infatti  portare esempi di tanti casi  dove il disabile o la famiglia hanno avuto problemi come ad esempio il  ricovero ospedaliero, le eredità, gli imbrogli, ecc….

Coadiuvano questa attività i Servizi Sociali e anche i Sindacati dei Pensionati visto che spesso la parte debole e costituita proprio da anziani.  Come mamma coinvolta in prima persona in questa realtà mi sento di dire alle famiglie di farsi aiutare, ribadisco alle famiglie di non  isolarsi. Dovete farvi aiutare per il nostro bene e per quello dei nostri figli, questa è una delle tante opportunità da cogliere con fiducia.

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