Il caso di Alessandra Moretti e quel piccolo fascista nascosto in noi

Quanto accaduto ad Alessandra Moretti, candidata PD alla presidenza della Regione Veneto, è noto ai più.

In sintesi accade che secondo quanto affermato dalla stessa Moretti, attraverso una campagna di disinformazione da parte di alcuni organi di stampa di destra (leggi qui l’articolo)  le viene attribuita una dichiarazione sicuramente opinabile quanto bizzarra, che lei smentisce totalmente, nella quale invita i pensionati a prendere in casa un immigrato.

Il nodo della questione non è però questo, giacché ad una dichiarazione opinabile si può rispondere con dati che la indeboliscano o la disconfermino, con una discussione polemica anche vibrata o con l’umorismo, come ha fatto cascando anche lui nell’errore, il comico Maurizio Crozza.

Ciò che invece è accaduto e deve farci riflettere, è la pioggia di insulti sessisti piovuti addosso alla malcapitata cui si attribuiscono contemporaneamente tre colpe gravi: essere donna, essere attraente e aver parlato (anche se poi la cosa viene smentita) di un problema inerente l’immigrazione e quindi il razzismo.

Alcuni insulti comparsi sulla pagina FB della Moretti
Alcuni insulti comparsi sulla pagina FB della Moretti

Ora è chiaro che coloro che sono tanti limitati mentalmente da coniugare razzismo e sessismo certamente non saranno così onesti da firmarsi, i post inseriti nella pagina FB della Moretti sono infatti anonimi, ma “non so perché” temo fortemente che se si potesse fare un’indagine tra questi vigliacchi informatici, ne vedremmo delle belle e probabilmente scopriremmo che non tutti fanno parte di quell’area  politica e di quella cultura  che potremmo attribuirgli a prima vista.

Non mi stupirei se ci fosse tra costoro una bella percentuale di cosiddetti benpensanti, individui che si ritengono progressisti e alla domenica vanno a messa.

Come spesso capita vi chiedo un po’ di pazienza per approfondire la cosa con un pizzico di teoria; d’altronde Kurt Lewin diceva che non c’è niente di più pratico di una buona teoria.

Pensieri e parole
Pensieri e parole

Alcuni anni fa, in un college americano, fu svolto un esperimento di questo tipo: si individuarono due gruppi di studenti identici per fasce di età e cultura, al primo gruppo si chiese se avessero pregiudizi razziali e quali ne fossero i motivi, al secondo si disse che si stavano riorganizzando gli alloggi dei campus e quindi si chiedeva se avrebbero avuto problemi a condividere la stanza con studenti di razze diverse.

Dal primo gruppo emerse una notevole maggioranza (oltre il 75% se ricordo bene) che si dichiarava scevra da pregiudizi razziali, nel secondo invece la maggioranza espresse una preferenza a condividere la stanza con ragazzi della stessa razza. Si badi bene non ho detto bianchi, quindi afro-americani e asiatici espressero pareri simili.

Da questo esperimento è facile dedurre che teoricamente molti di noi si dichiarano non razzisti per evitare il discredito sociale ma probabilmente nel loro intimo o quando di tratta di passare dalle dichiarazioni ai fatti, le cose cambiano.

Poiché chi discrimina lo fa in vari ambiti (e vi risparmio le motivazioni psicoanalitiche del comportamento discriminatorio) è probabile che qualcosa di simile accada per il sessismo.

Volete provare a fare un piccolo esperimento personale?

Se siete uomini:

  • quando vi arrabbiate con una donna, le prime ingiurie che vi vengono in mente sono di natura sessuale? Insomma ad un uomo dareste del coglione mentre ad una donna della puttana?
  • vi viene da pensare e da dire che in alcune attività, come ha detto il nostro illuminato presidente della Federcalcio, le donne siano meno attrezzate degli uomini?
  • se una donna attraente fa carriera, vi sfiora il dubbio che, come diceva un produttore hollywoodiano ella sia seduta sulla propria fortuna?
  • se vostra moglie (o fidanzata o compagna) avesse un lavoro più gratificante, remunerativo e importante del vostro, ne sareste felici o vi sentireste sminuiti?

 razzismo

Indipendentemente dal fatto che siate uomo o donna:

  • se vostro figlio/a portasse a casa un ragazzo/a di razza e/o religione diversa come reagireste? Sorridereste con il viso ma soffrireste intimamente pensando a nipotini color caffellatte o che si inchinano verso la Mecca un tot di volte al giorno?
  • in genere date del lei agli estranei ma date del tu agli extracomunitari?
  • se siete credenti e ci fosse una petizione per non far costruire una moschea nel vostro quartiere, la firmereste?
  • se nella vostra azienda il vostro capo fosse una donna o un uomo di colore, come reagireste?
  •  siete convinti che popoli diversi  hanno un concetto di igiene più scarso del nostro?

 Siate sinceri e riflettete sulle vostre risposte, giacché un modo di dire americano suona più o meno così: un reazionario è un progressista cui un nero ha rubato il portafogli.

Insomma semiaddormentato in ciascuno di noi c’è un piccolo fascista che spesso riusciamo a tenere a bada, ma che fa presto a svegliarsi appena ci sentiamo minacciati in quelli che riteniamo essere nostri diritti, specie se la minaccia arriva da chi è diverso da noi.

Se come è giusto vogliamo combattere razzismo e sessismo, iniziamo a fare pulizia in casa nostra.

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