NEL CIELO SOPRA DI NOI

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di Stefano Rimondini

Non è un’UFO, ma una creazione dell’uomo sapiens  terrestre.         Da  metà  giugno, per una decina di giorni, nelle notti stellate, è ben osservabile, anche se in transito rapido, un particolare oggetto luminoso,  la Stazione Spaziale Internazionale (ISS). E’ un progetto congiunto di cinque agenzie spaziali, di cui l’Italia fa parte.                      E’ mantenuta in un’orbita tra i 278 e i 460 chilometri di altezza, e viaggia ad una velocità di quasi 28.000 chilometri all’ora, compiendo un’orbita in circa 90 minuti. Si muove quindi di 1 grado al secondo, praticamente il diametro di due lune, vista da terra. E’ abitata continuamente da 15 anni, da un equipaggio di 2/6 astronauti.           Da alcuni giorni è appena rientrata da lassù Samantha Cristoforetti, l’astronauta italiana. Un po’ provata, come tutti, dopo un soggiorno spaziale record durato 200 giorni, ma raggiante.images

Con qualche cognizione, consultando la tabella qui riportata, o il sito HEAVENS ABOVE, si può osservare il passaggio della Stazione Spaziale, ovviamente non sempre visibile, in quanto cambia l’orbita e il cono d’ombra della terra.

Quindi il 17 giugno, alle 22.47, per tre minuti solcherà il cielo, da ovest verso sud, bassa sull’orizzonte (solo 19° di altezza massima), di elevata luminosità.

Il 18 giugno, sarà visibile per sei minuti, dalle 21.53, alto 34° sull’orizzonte, e dovrebbe attraversare quasi tutto l’arco del cielo, da ovest a est. La luminosità sarà comparabile a quella della Stella Polare.

Il 20 giugno sarà visibile per quattro minuti, molto luminosa, bassa sull’orizzonte, solo 17°, dalle 21.43.

Ad occhio nudo è puntiforme, ma, data la vicinanza e la grandezza, con uno strumento ottico almeno a 20 ingrandimenti, se ne possono apprezzare le forme e farne foto come quella riportata qui sotto,   con l’adeguata attrezzatura, ovviamente.

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LA STAZIONE SPAZIALE, COME SI VEDE DA TERRA, CON UN BUON TELESCOPIO

       E’ l’oggetto a più alta tecnologia mai creato da essere umano.

Per tutti  può essere una grande emozione poter osservare, anche se per pochissimi minuti, un oggetto così grande costruito dall’uomo, in collaborazione internazionale, che ci orbita attorno, e dove vivono e lavorano persone come noi, che ci osservano  da lassù. Alcuni di quegli uomini o donne, sette ad oggi, sono stati Italiani.

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