QUELL’INEBRIANTE AFRODISIACO GELSOMINO

SIEPE

di Stefano Rimondini

Inebriante, avvolgente, intenso e delizioso. E’ il profumo di gelsomino, che ci viene regalato nelle sue fioriture, da metà maggio  a fine giugno. Dopo la forsizia di marzo, il glicine di aprile e le rose di maggio (molte varietà fioriscono però fino a ottobre), è il grande protagonista dei colori e dei profumi dei nostri parchi e giardini.

Attenzione, però, quello che  chiamiamo gelsomino (Jasminum officinale), originario dell’Iran, in realtà è il falso gelsomino (trachelospermum jasminoides, o rynchospermum) originario della Cina. Il fiorellino bianco è appena un po’ diverso dal vero gelsomino, e il profumo un po’ meno intenso e delicato. Nel nostro clima, un po’ continentale di Bologna, il vero gelsomino fatica a crescere e a sopravvivere alle intense gelate invernali. Resiste solo in particolari condizioni, adeguatamente protetto. Anche se è un “surrogato”, il falso gelsomino rimane un’importante presenza e una gradevolissima fonte di un profumo, descritto e decantato dalla notte dei tempi come “afrodisiaco”. Considerato dagli Arabi il re dei fiori, è citato, insieme alla rosa, come fiore dell’amore e dell’affettività, simbolo femminile per eccellenza. Antiche cronache persiane raccontano di come  donne e  uomini si profumassero con gelsomino prima di incontrarsi di notte con i loro amati.220px-Kamadeva18thcenturyengravingimagesZ2QC1NRY

E il Dio indù dell’amore, Kama, era solito ungere di olio di gelsomino, le frecce, prima di scoccarle al cuore. Antica versione di Cupido.

Una leggenda racconta che i gelsomini sono stelle precipitate sulla terra, ed è per questo che sprigionano di notte il loro massimo profumo. Sono legati  a due pianeti notturni, la Luna e Venere, astri che governano l’equilibrio dell’organismo femminile nei suoi aspetti psicoemotivo e riproduttivo. Il cristianesimo invece, lo ha sempre identificato con la “speranza divina” e con la Vergine Maria. Un Amore Divino.

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fiore di gelsomino
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fiore di gelsomino

Recenti studi scientifici confermano che nella mucosa nasale vi sono recettori specializzati per l’hedione, ovvero il Dihidrojasmonato di metile, una molecola usata in profumeria, che in natura si trova nel gelsomino. Con la risonanza magnetica, il neurologo Hanns Hatt della Ruhr- Universitat di Bochum, ha verificato che nel cervello, questa molecola attiva le aree deputate alle emozioni e al piacere in modo simile al desiderio sessuale. Stimolerebbe direttamente l’ipotalamo a produrre l’enkefaline, sostanza che procura uno stato di benessere e felicità.

In erboristeria è considerato calmante, antidepressivo e allevia i dolori mestruali. Inoltre distende e previene le rughe. L’olio essenziale non deve mancare a chi voglia vivere una completa armonia tra mente e corpo. Sembra poi che anche il falso gelsomino abbia analoghe proprietà.

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ryncospermum, o falso gelsomino

Al di là di tutto, le bianche siepi, i pergolati e i cespugli di gelsomino, sono sempre uno spettacolo per gli occhi e il loro profumo muschiato, inebria anche di giorno.

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