Il telefigo o il Grandre Fratello in tasca

Come tanti ormai, o sarebbe meglio dire come tutti ormai, ho uno smartphone.

Mi incuriosisce l’aggettivo smart che in inglese significa bello, ma anche intelligente, elegante, sveglio, alla moda insomma se volessimo sintetizzare tutte queste caratteristiche: figo.

Bene ho un telefono figo!

E la cosa divertente è che lui, per non smentirsi, fa di tutto per darmene la  prova.

Ieri ad esempio mi ha avvertito con un messaggio lapidario: Tra tre ore in arrivo un temporale!

Non ho passato il tempo restante a fare il conto alla rovescia, ma direi che secondo le previsioni dopo qualche ora pioveva tanto da chiedersi se non fosse il caso di scappare all’IKEA per comprare un’arca da montare al volo.

Che mi ricordi compleanni di persone delle quali ho perso le tracce secoli fa è cosa irritante, ma a volte anche simpatica: ehi!!! oggi è il compleanno della Cecilia, saranno 15 anni che non la sento. Ho sentito che si è sposata e ha due figli ma a me aveva detto di essere lesbica, che carina a non volermi ferire.

Social network
Social network

Tutto ciò è nulla in confronto al fatto che l’app (sta per applicazione e non per appendiabiti) che traccia e controlla la mia attività sportiva non solo mi dice quanti chilometri ho fatto in bici, quanto ho impiegato, l’acqua che dovrei bere per compensare e le calorie che ho bruciato, ma racconta i fatti miei, o in gergo tecnico, interagisce con una collega app che tiene dietro al mio diario alimentare affinché questa possa a sua volta dirmi quanto devo mangiare in giornata per stare dentro alle calorie quotidiana che lei ha deciso per me.

I messaggi sono sempre paternalistici e autoritari: oggi puoi ancora consumare 680 calorie!

Grazie davvero.

Non mi va di fare la parte del grillino che si mette ad inveire ipotizzando complotti globali, però se anche un orologio fermo segna l’ora giusta due volte al giorno, forse addirittura i grillini di tanto in tanto  possono dire cose giuste.

L’illusione della privacy

Quelle che ho citato poche righe fa sono solo alcune delle applicazioni che trovano spazio nel nostro telefonino, pardon smartphone o telefigo.

C’è quella con la lista della spesa, c’è la nostra agenda, i nostri contatti o l’app che ci permette di comprare musica, leggere libri, guardare film e tutto il resto.

In genere se vogliamo avere alcuni servizi quali ad esempio il navigatore dobbiamo autorizzare il telefigo a tracciare la nostra posizione tramite un localizzatore GPS.

Cerchiamo di capirlo, è smart non onnisciente ma siamo certi che ci piaccia che qualcuno sappia in ogni momento dove siamo?

In sintesi oggi sono diventate trasparenti al mondo molte delle nostre attività e alcuni soggetti possono facilmente sapere: dove andiamo, con quale mezzo ci stiamo andando, cosa facciamo, cosa compriamo, quanto spendiamo, i nostri gusti letterari o musicali, se siamo magri o obesi, se ci muoviamo o siamo pigri come bradipi e si potrebbe continuare questa lista ancora per molto.

Il
Il “Data-mining” conoscenza o controllo?

Si dirà che questa messe di informazioni serve al marketing per proporci offerte di prodotti e servizi molto personalizzati; basti pensare al consueto: se hai comprato Drones dei Muse potrebbe anche piacerti……..

Quindi  è sicuramente vero il fine commerciale …… ma è solo una parte della verità.

Quello che non si sente spesso è che chi potesse incrociare tutti questi dati (questa possibilità esiste già e si chiama “data mining”[1]) saprebbe molto di più di noi.

Ad esempio le nostre capacità di reddito oppure le nostre tendenze politiche e tra il conoscere e il manipolare il passo può essere breve e la tentazione forte.

L’aspetto non trascurabile è che questo controllo che tanto temevamo avviene perché noi abbiamo scelto di farlo avvenire, incantati da una sirena che da sempre avvelena la mente degli umani: il controllo ad ogni costo. Lo smartphone ci da l’illusoria sensazione di poter avere tutto sotto controllo e in cambio ci facciamo controllare da coloro che ci illudono.

Il Grande Fratello
Il Grande Fratello ti guarda

Anni fa, ma mi sembrano secoli, temevamo che l’informatica e la Rete potessero dar vita al Grande Fratello, attenzione non parliamo della trasmissione fatta da decerebrati per decerebrati, ma del famoso romanzo “1984” di George Orwell.

Possiamo smetterla di preoccuparci, il Grande Fratello c’è già e abbiamo consapevolmente scelto di portarcelo in tasca.

[1] Consente di estrarre conoscenza in termini di informazioni significative ed immediatamente utilizzabili, da grandi moli di dati, tramite l’applicazione di particolari tecniche ed algoritmi.

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