Se Aristotele batte Tsipras

Si può mentire dicendo cose vere?

D’istinto verrebbe da rispondere che è impossibile e perfino contraddittorio, eppure la fantasia umana riesce benissimo in questo compito apparentemente impossibile  e lo fa usando un vecchio trucco: quello delle “fallacie logiche”.

Il nome può sembrarvi difficile ed indigesto ma non temete; si tratta di trucchetti usati quotidianamente da imbonitori della comunicazione, venditori di chiacchiere, politici e spesso queste categorie si mescolano allegramente.fallacie2

Usiamo un esempio: stiamo discutendo di un qualsiasi argomento quando io per mettervi in difficoltà dichiaro: “Mi spiace ma non ti credo. Ho letto che un importante studioso americano sostiene che gli uomini mentono tutti, tu sei un uomo e quindi  stai mentendo.”

Vediamo perché questo ragionamento è vero ma non valido, eh già perché il tutto si basa sull’ambiguità tra verità e validità.

  1. Ho letto che……….è vero; l’ho letto, come è vero che si tratta di Paul Ekman uno dei più importanti studiosi della menzogna ed è anche vero che sostiene che tutti mentiamo,
  2. Tu sei un uomo; è vero
  3. Tu stai mentendo; non è valido perché non consegue necessariamente che tu stia mentendo, ora e a proposito di un determinato argomento.

Altro esempio questa volta basato su dichiarazioni che sentiamo tutti i giorni?

Un politico come Salvini nelle sue periodiche uscite fa emergere che l’immigrazione clandestina è in notevole aumento (vero), che nel Paese vi sono forti problemi occupazionali (vero), e che quindi bloccando l’immigrazione si risolverebbero i problemi derivanti dalla disoccupazione (invalido).

Questa fallacia ha un affascinante nome latino, come molte altre d’altronde:  Post hoc ergo propter hoc (poiché è accaduto in concomitanza con questo evento deriva dall’evento stesso) e consiste nel sostenere che una relazione tra due eventi – reale o percepita – sia necessariamente di tipo causale.

Nel caso in questione però  noi non siamo affatto sicuri che eliminando l’immigrazione agiremmo positivamente sulla nostra crisi economica come non potremo mai dire: ho fuso il motore andando in montagna quindi andare in montagna è pericoloso per i motori.

Un contesto nel quale stiamo assistendo al festival della fallacia logica è la questione greca, quasi che grazie a una nemesi culturale, si ritornasse a quell’Aristotele che  nel De sophistici elenchis (Le confutazioni sofistiche) fu il primo a definirle ed elencarle.

Dimentichiamo la prospettiva politica e quindi il fatto che un vero governante non scarica sul popolo la patata bollente di una decisione che gli compete.

E per abbondanza tralasciamo che il referendum spacciato per strumento di democrazia è ben poco democratico in quanto gravato da più di un’ombra di irregolarità, da ricatti da ambo le parti, dal poco tempo dato per capire, dalla scarsa o erronea informazione data al popolo per decidere, fingiamo di non aver letto che Varoufakis ha definito terroristi i fallacie1creditori della Grecia, quasi siano stati loro in passato a scialacquare e consentire l’evasione fiscale e consideriamo solo la logica o meglio le tante fallacie logiche che si incontrano in questa faccenda.

Guardiamole da vicino:

La domanda alla quale si può dare solo una risposta.

Poiché una parte sta sostenendo che restare in Europa così come chiedono i creditori significherebbe farlo con poca dignità e con ulteriori sacrifici che senso ha chiedere a qualcuno: vuoi continuare a fare sacrifici e perdere dignità? La risposta è quasi obbligata. Considerate che questo è uno dei motivi per i quali la legislazione europea non legittima i referendum di natura finanziaria e fiscale.

C’è un precedente.

Nel dopo guerra il debito della  Germania fu in parte condonato dunque ora bisogna fare lo stesso con la Grecia; qui siamo di fronte ad una fallacia aneddotica poiché si cita un caso che potrebbe non aver alcun elemento in comune con quello presente. Nella fattispecie si era in una fase di ricostruzione dopo una guerra catastrofica e le potenze occidentali temevano un eccesso di influenza dell’Unione Sovietica.

Il tiratore del Texas

I sostenitori di una parte o dell’altra citano solo le dichiarazioni di esperti che fanno comodo a loro. Il nome viene dalla storia del pistolero texano che sparava colpi a caso su un capanno, per poi disegnare attorno ai fori di proiettile un bersaglio.

Argomento ad hominem

Obiettare alle argomentazioni dei protagonisti di questa vicenda senza riferirsi al merito della questione ma attaccandoli personalmente, con lo scopo di rendere discutibile la loro posizione; ad esempio: se seguiamo quello che dice la Merkel finiamo per diventare una colonia della Germania. Qui non si discute sul merito di ciò che dice la Merkel, ma si fonda sulla poca simpatia che il personaggio ispira. Allo stesso fine mira il sostenere: ci si può fidare di uno come Tsipras che dice di essere di sinistra e si allea con i neonazisti? Quest’ultimo comportamento è decisamente criticabile ma questo non inficia necessariamente le sue idee.

La falsa dicotomia

Questa probabilmente è la più vile; se non stai con noi sei contro la Grecia. È vile poiché mira a ispirare sensi di colpa ed è invalida perché io potrei voler votare SI al referendum e non essere affatto contro il mio Paese, anzi.Aris tsipras

Impariamoli questi trucchi; saremo in grado di difendercene o se proprio volete, potremmo anche usarli a nostro vantaggio; con buona pace di Aristotele. D’altronde se lo hanno tradito i suoi connazionali, potremo ben farlo anche noi!

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