Quando Bologna stampava moneta

A cura di Elisa Barbari  ely

L’imperatore Enrico VI concesse per la prima volta a Bologna la facoltà di coniare una propria moneta grazie a un editto del 1191 ponendo una sola condizione: il conio bolognese doveva distinguersi da quello imperiale per quantità, forma o valore.

bolognino
Bolognino d’argento

Così nacque il Bolognino, poco più di un grammo di puro argento, si diffuse presto oltre il territorio emiliano. Secondo l’usanza vigente, le prime monete dovevano rendere omaggio a chi avesse accordato il diritto di zecca. Infatti il bolognino da un lato ha inciso “Enricus IPRT” in onore all’imperatore concedente Enrico VI.

Per motivi di inflazione  furono diverse le variazioni nel corso dei secoli: nel 1236 si coniò il “Bolognino grosso”, del valore di 12 bolognini; nel 1338 nacque il “doppio grosso” detto anche “pepolese” poiché coniato sotto la Signoria di Taddeo Pepoli; nel 1380 ecco il primo bolognino d’oro, su cui fu inciso “Bononia docet” e in seguito “Mater studiorum” .

bolognino d'oro
Bolognino d’oro 

Nel 1406 fu emesso per la prima volta il “quattrino”, che significa moneta da quattro denari ma a Bologna ne valeva solo due dato il contenuto d’argento doppio rispetto a quello toscano. Grazie ad alcuni autori emergono testimonianze di particolari monete d’oro a nome di Clemente X e Innocenzo XII prodotte a ristretta tiratura dalla zecca felsinea. Di queste, nessuna è giunta fino ai nostri giorni, forse perchè limitate a poche centinaia di esemplari e rifuse in seguito per coniarne delle nuove.

La Zecca di Bologna continuò la sua attività producendo ben 1.200 monete diverse fino alla definitiva chiusura che coincise con l’unità d’Italia nel 1861.

zecca c
Palazzo della zecca         Via della zecca -Bologna-

La zecca si sarebbe dovuta trasferire all’interno del Palazzo Comunale (l’attuale Palazzo del Podestà) costruito nel 1200, così da permettere alla pubblica autorità un controllo diretto sul conio, tuttavia questo non avvenne per  motivi ancora ignoti e così la zecca dimorò in diversi luoghi della città. Il palazzo della zecca che conosciamo oggi, ubicato nell’omonima via, è una ricostruzione, seppur fedele a quella precedente. L’edificio originario, costruito nel 1578 si affacciava all’attuale via Ugo Bassi, allora denominata Strada dei Vetturini perchè solevano stazionare i vetturini e i loro sensali. Col piano regolatore del 1889, per consentire l’ampliamento di via Ugo Bassi, la casa della moneta fu demolita e ricostruita poco più avanti.

zecca di Bologna
Palazzo della zecca in Via dei Vetturini (attuale via Ugo Bassi)

 


 

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