galleria Le carceri del Torrone

A cura di Elisa Barbari  ely

torroneLa giustizia penale bolognese veniva amministrata presso la torre, allora chiamata Torrone, del Palazzo Comunale ove erano le carceri e dove in seguito avrà sede il tribunale. La cortina muraria fu impreziosita nel 1565 dalla fontana del Laureti ancora visibile in via Ugo Bassi. L’edificio era detto anche Torre dell’orto poiché l’ingresso affacciava sul Giardino dei Semplici, l’orto botanico realizzato su indicazione di Ulisse Aldrovandi nel 1568, negli spazi che oggi accolgono la Sala Borsa.

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Ingresso ex carcere del torrone

L’Uditore del torrone aveva giurisdizione in città e nel contado, era l’autorità incaricata dal papa a vagliare le denunce penali ed esprimeva le sentenze coadiuvato da Sottuditori e notai per l’istruzione dei processi e degli interrogatori. L’intero operato era sottoposto a controllo del cardinal legato, il rappresentante del papa che godeva di ampie attribuzioni in termini di potere sui cittadini. Il legato pontificio infatti poteva persino infliggere condanne mortali senza dover render conto a nessuno.

Nel Cinquecento il torrone fu sede di tortura, strumento giudiziario dell’epoca a cui si ricorreva sovente per estorcere informazioni.

tortura della corda
Tortura della corda

Questa pratica perdurò fino al Settecento. Se nei secoli precedenti i magistrati riuscivano a ottenere qualsiasi ammissione si aspettassero, in seguito le confessioni si ridussero drasticamente. Le persone riuscivano a sopportare le torture inflitte grazie all’introduzione di una regolamentazione che prevedeva ad esempio, la sospensione dell’inquisito alle corde non più di un ora al giorno e non più di due volte nella stessa giornata.

Al contado e ai cittadini costretti in povertà erano riservate le pene più dure e la necessità o la fame non erano certo contemplate come attenuanti. L’esilio era una misura cautelativa utilizzata spesso a salvaguardia dell’ordine pubblico in caso di comportamenti sospetti.  Gli unici a non essere soggetti al foro del torrone erano gli appartenenti al clero, di competenza del foro arcivescovile.

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