galleria Assalto alla Rocca

A cura di   Elisa Barbari  ely

rocca3

 

La rocca più odiata dai bolognesi fu la Rocca di Galliera, di cui ancora oggi possiamo scorgere le rovine a ridosso della scalinata del Pincio.rocca6

Tutto ebbe inizio per opera di un cardinale francese, legato pontificio a Bologna, tal Bertrando del Poggetto.

ber
Cardinal Poggetto

Il Poggetto –così lo chiamavano- fece costruire un delizioso castello a pianta quadrata con tanto di mura merlate, quattro torrioni, fossato e chiesetta.

 

Siamo nel 1331, tempi di tasse e soprusi di ogni sorta da parte dei francesi ai già estenuati cittadini bolognesi. Il Poggetto era ben consapevole del clima vessatorio e continue nefandezze a cui erano costretti gli abitanti e preoccupato di una eventuale insurrezione creò questa fortezza per proteggere la sua incolumità. E fece benissimo! Infatti non passò molto tempo prima dell’assedio alla Rocca da parte del popolo.

Ma l’astuto Poggetto aveva progettato il fortilizio a ridosso delle mura, così da dotarlo di un punto d’accesso all’esterno che gli permettesse sia di  fuggire dalla città che di introdurre armate nemiche bypassando le porte cittadine. Se l’era studiata proprio bene! Ed è infatti da qui che riesce a fuggire, dopo dodici giorni di guerriglia e l’aiuto dei fiorentini che lo mettono in salvo.

I bolognesi si impadroniscono della Rocca, devastandola. Purtroppo in questa occasione, insieme alla chiesetta andò distrutto anche un prezioso affresco di Giotto. Ma si sa, in tempi di guerra non si guarda in faccia a nessuno e di certo il popolo non badava a quell’arte  che all’epoca era considerata arte moderna.

baldassarre-cossa
Baldassarre Cossa

Passano gli anni e nel 1404 un altro cardinale, tal Baldassarre Cossa, decide di ricostruire la fortezza sulle stesse fondamenta. Dopo qualche anno, stanchi delle pressioni esercitate dal potere papale, i bolognesi insorgono e la distruggono una seconda volta.

 

Ma gli assalti alla Rocca non finiscono qui, la terza distruzione avviene nel 1416 col legato papale scacciato a furor di popolo nell’insurrezione capeggiata da Antongaleazzo Bentivoglio.

papsteugen
Papa Eugenio IV

La storia si ripete e l’ambita Rocca viene nuovamente ricostruita, questa volta da Papa Eugenio IV che nel 1431 decide di circondarla da imponenti terrapieni. A distanza di sette anni puntuale arriva la rivolta e l’assedio con saccheggio del castello.

Credete sia finita qui? Niente affatto! Nel 1443 l’assalto alla Rocca è guidato da Annibale I Bentivoglio che decide di isolarla scavando una trincea fuori mura lungo il perimetro che va da Porta Mascarella a Porta di Galliera. Poi, facendo confluire il corso dei canali, colma la trincea di acqua impedendo rifornimenti e l’introduzione di truppe nemiche dall’accesso strategico di cui il Castello aveva sempre goduto a ridosso delle mura. La maxi operazione di isolamento vide impegnata l’intera popolazione: medici, insegnanti, frati, fabbri e contadini. Tutti parteciparono e in soli tre giorni realizzarono il punto di forza dell’assedio. 

papa_giulio_ii_1
Papa Giulio II

Dopo mesi di guerriglia la Rocca viene finalmente rasa al suolo con somma gioia ed esultanza del popolo. Potrebbe essere una storia a lieto fine  se non fosse che papa Giulio II la fece ricostruire nuova di zecca nel 1507, subito dopo aver preso possesso di Bologna. Disse alla popolazione che sarebbe servita a difendere la città ma non la diede a bere a nessuno. Benedì la prima pietra in pompa magna, deponendo nelle fondamenta un gruzzolo di moneto d’oro con la sua effigie nell’intento di tramandare  un ricordo del suo potere ai posteri. Ma le cose non andarono come previsto e dopo soli 4 anni la fortezza venne espugnata e i bolognesi la distrussero ancora una volta, come descrive il Ghirardacci, ricorrendo a “pichoni, manare, pali de ferro et altri instrumenti”.

arcoLa Rocca ha sempre rappresentato il simbolo di oppressione e dominio sulla città da parte dei vari usurpatori che si sono susseguiti nella storia. Nel corso dei secoli, la mole dei detriti dei cinque fortilizi distrutti a furor di popolo, formarono un ammasso di macerie. Dal medioevo in poi, i bolognesi deputarono quel luogo all’accumulo di rifiuti fino a formarne una zona sopraelevata, detta appunto, Montagnola.

Quel luogo esiste ancora, non più come montagna di rifiuti ma adorno di parchi alberati e giardini. E’ proprio il caso di dire che “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i i fiori”.

parco

Annunci

2 commenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...