UNA GRANDE ASTRONAVE CHIAMATA MONDO A PROPULSIONE SOLIDARIETA’

A cura di Marzia Di Sessa

In una catastrofe naturale, che differenza c’è tra un condannato ed un libero cittadino?

Ad Accumuli la tragedia del terremoto, ha raso p_20160925_123550al suolo, non solo intere frazioni, ma anche le differenze sociali. Subito dopo la scossa di terremoto, un pregiudicato non ha colto l’occasione per scappare e un ferito grave non è andato all’ospedale: entrambi hanno avuto lo stesso obiettivo, mettere in salvo la propria famiglia!

Il primo, ha aiutato i propri cari ad uscire di casa e poi è rientrato ad attendere che i Carabinieri passassero, il secondo nonostante un polmone perforato, una gamba rotta  e sangue alla testa ha aiutato la propria famiglia ad uscire. Il primo ha atteso tre giorni che i Carabinieri lo andassero a riprendere, il secondo ha atteso che i soccorsi arrivassero e lo portassero in ospedale.

Mentre ormai l’attenzione della stampa si è spostata su altro, nelle zone terremotate l’emergenza continua, soprattutto in virtù del fatto che a breve sarà molto freddo e la popolazione necessita di un’abitazione soprattutto perché “la notte si arriva già a tre gradi e in poco tempo potrebbe anche nevicare” spiega Lorenzo Bolognini, 43 anni di San Lazzaro rientrato a casa qualche giorno fa dal volontariato fatto ad Accumuli ed aver toccato con mano la realtà che stanno vivendo le zone colpite dal sisma.

 

Ma come viene affrontata la calamità nel periodo immediatamente successivo al
disastro?p_20160925_204751

Dopo l’arrivo dei primi soccorsi, occorre sgomberare le strade, abbattere gli edifici pericolanti e puntellare quelli pericolanti ma recuperabili e far rientrare le persone nelle case agibili, sempre dopo un attento controllo” racconta Lorenzo che ci fa un breve riassunto su come la macchina organizzativa viene messa in moto e ci da alcuni spunti di riflessione.
“Nel Comune di Accumoli ci sono 8 campi gestiti dalla Protezione Civile e due autogestiti, tutti in prossimità delle 24 frazioni, poiché i centri delle frazioni sono diventati zona rossa, sono crollati e quindi inagibili. Per poter entrare in queste zone occorre sempre il supporto dei Vigili del Fuoco, che accompagnano o le squadre dei tecnici per le verifiche, o anche le singole famiglie per entrare a casa a recuperare qualche effetto personale. Tutte le forze dell’ordine sono presenti e lavorano sodo, anche se purtroppo parte di queste sono impiegate nelle attività anti-sciacallaggio. Le strade interrotte dalle frane complicano la viabilità, e spesso non è facile spostarsi da una frazione all’altra” racconta Bolognini e aggiunge “Una grande macchina si sta muovendo in fretta e con efficienza, perché qui l’inverno arriva in fretta e nessuno dovrà più essere in tenda a quel punto. Le priorità sono state date alle aziende agricole, agli allevamenti e al bestiame, e ai residenti”.

E dal punto di vista amministrativo e istituzionale cosa succede in caso di catastrofi naturali?

“Il Comune di Accumoli è stato trasformato nel COC di Accumoli, (Centro Operativo di Controllo), dove al primo piano c’è il vigile urbano, il segretario comunale, l’ufficio tecnico, l’anagrafe, il dirigente, il sindaco e il vicesindaco, con i volontari che aiutano per gestire le telefonate. Al piano terra si lavora alla catalogazione dei danni, alla gestione dei sopralluoghi per le verifiche sulla sicurezza dei fabbricati, con geologi, ingegneri e architetti che operano 12-14 ore al giorno, tutti coordinati da geometri volontari” continua il suo racconto Lorenzo che non manca di sottolineare come, in questi casi, anche gli archivi vengono azzerati, non esiste più un’anagrafe con tutti i dati dei residenti (perché spesso l’archivio è rimasto sotto le macerie) e allora si cerca di ricostruire il tutto aiutandosi l’un l’altro alla ricerca di numeri di telefono da amici e amici di amici.

Ovviamente anche la rete informatica è saltata, ecco allora la necessità di acquistare almeno un pc per ufficio e di ricostruire una rete informatica. Il palazzo Comunale è stato colpito gravemente dal sisma e la nuova sede del COC è all’interno del cortile di un salumificio locale, che era la mensa degli operai. Il salumificio, di costruzione moderna, non è stato danneggiato, continua a lavorare e porta un nome che è più un destino, si chiama SANO!!

 

Lorenzo, ha raccontato tantissimo nella lunga intervista che ha accettato di concederci al ritorno da Accumuli e questo articolo potrebbe continuare per almeno altre due pagine, raccontando di: come è perfettamente funzionante il campo mensa con cuochi tutti volontari che cucinano deliziosamente e fanno sempre trovare il cibo caldo; oppure di come i cittadini in grado di farlo abbiano ripreso a lavorare e di come un bambino sia stato ritrovato vivo dopo due giorni ed un gattino dopo 16. Lorenzo potrebbe parlarci anche di un cagnolino, Leone, che ha perso il padrone ed è stato adottato da un campo inp_20160925_125644tero, dei parrucchieri che fanno i volontari per acconciare i capelli e dare una parvenza di normalità e di come il terremoto non sia colpa della costruzione delle abitazioni, ma piuttosto delle ristrutturazioni, riferendosi anche al “Palazzo del Guasto” del 1400, costruito con pietre di arenaria ben squadrate e che non ha subito nessun danno oppure di come una casa di vecchissima fattura costruita in muratura incoerente, cioè con sassi grandi e piccoli, sabbia e pochissimo cemento, abbia resistito al sisma.

Lorenzo tira le somme finali di questo viaggio fatto. “Come tutte le esperienze che facciamo, c’è un inizio e una fine. Ma in questo caso non è possibile chiudere, perché quello che hai visto, le emozioni che hai provato, le persone con cui hai parlato – che hanno perso tutto – non possono semplicemente essere messe da parte. E scatta qualcosa dentro, qualcosa che fa riflettere nel profondo, che ti fa crescere, che ti fa apprezzare quello che hai e che altre persone non hanno più.

La voglia di non restare con le mani in mano è tanta: ora è importante fare bene quello che facciamo tutti i giorni, per poter dare ancora di più nel momento dell’emergenza, consapevoli che siamo tutti nella stessa grande astronave, che viaggia solitaria nello spazio ed è vitale essere solidali gli uni verso gli altri. Le speranze per l’umanità e per un mondo migliore non sono finite.”p_20160925_131822

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