NUOVI MITI, BARBIE

 

BARBIE, ICONA DI MODA E SIMBOLO DI DUTTILITA’

 di Stefano Rimondini, Marzia DI Sessa e con la speciale partecipazione dell’inviata speciale Darrie

220px-mattelbarbieno1br
1959 :LA PRIMA BARBIE

A poco più di un mese di distanza dalla chiusura della mostra di Barbie che si è tenuta a Bologna a Palazzo Albergati, ancora risulta impossibile non pensare a come una semplice bambolina, possa essere un’icona della moda che cambia, degli eventi storici che più hanno segnato il mondo femminile ed allo stesso tempo risulta anche essere il simbolo di una possibile ripresa. La ripresa, argomento mai così attuale come in questo ultimo mese, dove intere popolazioni hanno bisogno di riprendersi, non solo dal punto di vista materiale ma anche mentale, ed hanno la necessità di credere in qualcosa che possa cambiare le sorti di un paese apparentemente distrutto.

 

“…paper’s dolls…paper’s dolls…paper-dollpaper’s dolls…” lo strillo acuto, quasi un’invocazione, risuonava nelle strade di New York, in quell’autunno del 1929, nel pieno della Grande Depressione. Una ragazzetta magra, forse troppo, ritagliava con le forbici nella carta, delle figure di bamboline e le agitava in aria, per mostrarle e venderle a 10 centesimi.

paper-doll-2Un signore la sentì, la vide e le comprò una bambolina con gli ultimi 10 cent. che aveva in tasca. Era uno di quegli uomini ricchi che in pochi giorni, con il crollo di Wall’s Street, si erano ritrovati poverissimi, a viver quasi da barboni. Avuta in mano la bambolina, guardandola e camminando, si ritrovò in una altro isolato e pensò di provare a venderla per 20 centesimi. La cosa gli riuscì subito e tornò immediatamente dalla ragazzetta per comprargliene due, che subito andò a rivendere. Poi ritornò a comprargliene quattro, che subito rivendette, e tornò a comprargliene otto, che andarono vendute anch’esse. E facendo spola tra il suo angolo e la ragazzetta, alla fine della giornata si trovò in tasca qualche dollaro. Pochi, ma sufficienti per ripartire mentalmente e risalire la scala economica. Quell’uomo fondò poi quella che sarebbe diventata in seguito la più importante fabbrica di giocattoli del mondo, la Mattel. Negli anni si sarebbe ricordato di quei momenti, e nelle confezioni della bambola Barbie, il loro gioco più famoso, con un miliardo di pezzi venduti, per decenni sono comparse disegnate delle semplici bamboline di carta.

Questa è una delle versioni mitologiche della nascita di Barbie.

img_2034
BARBIE KEVIN KLEIN

Un’altra variante, è quella di Ruth Handler che guardando giocare sua figlia Barbara (da cui poi il nome della bambola), con delle bambole di carta a cui applicava e cambiava dei vestitini di carta, e dandole ruoli da adulta, pensò di poter fare lo stesso con una figura a tutto tondo e più adulta. Fino a quel momento infatti i bambolotti erano quasi tutti dei bebè da vestire e accudire, per educare le bambine al ruolo di future mamme.

img_2056
BARBIE ASTRONAUTA E HOSTESS

Ne parlò con suo marito Elliot, uno dei soci della Mattel, e riuscì faticosamente a convincerlo a produrre l’innovativa bambolina. Nel primo anno ne vennero vendute 350 mila. Era il 1959, sono passati 57 anni, e ne sono state raccontate altre di versioni della sua nascita, qualcuno dice evoluzione di Bild Lilli, una bambola tedesca. Origini diverse, come ogni mito che si rispetti! E che piaccia o no, è uno dei miti nei quali siamo immersi. Quella bambola ha cambiato per sempre il modo di giocare delle bambine, molte già nonne, di tutto il mondo.

 

Indipendentemente da come questa bambolina sia nata, Barbara Millicent Roberts, alias Barbie, è conosciuta ed apprezzata al pari di una vera e img_2040propria star di Hollywood.

La mostra prodotta da Arthemisia Group e 24ORE Cultura – Gruppo 24 ORE, con il patrocinio del Comune di Bologna e in collaborazione con Mattel, ha fatto tappa nella nostra città per circa cinque mesi, dimostrazione che chi ha sempre e solo vissuta Barbie come un “Giocattolo” si è sempre sbagliato!

Barbie si è fatta interprete delle trasformazioni estetiche e culturali della società lungo oltre mezzo secolo di storia, ha avuto il privilegio di resistere allo scorrere degli anni e attraversare epoche e terre lontane, rappresentando oltre 50 diverse nazionalità. Dal

img_2053
BARBIE MULTIETNICA

giorno in cui ha debuttato al New York International Toy Fair, esattamente il 9 marzo 1959, Barbie ha intrapreso mille diverse professioni. È andata sulla luna, è diventata ambasciatrice Unicef e ha indossato un miliardo di abiti, molti quali firmati da noti stilisti italiani, per 980 milioni di metri di stoffa.

 

La nostra inviata Darrie, intraprendente dodicenne, commenta così la mostra: “Era molto bella e mi piacevano i vestiti, certo però sarebbe stato più bello poterci giocare anziché solo guardare!!!”

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...