immagine La misteriosa chiesa sconsacrata nel pieno centro di Bologna

Nel pieno centro di Bologna, in via San Felice n.41, c’è una chiesa sconsacrata distrutta, senza tetto e abbandonata. Vi racconto la sua storia.

A cura di Elisa Barbari

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Foto Andrea Venturini

I primi riscontri documentali della Chiesa di San Nicolò di San Felice risalgono al 1375, a quel tempo la zona si trovava in aperta campagna, fuori dalle mura cittadine, la prima cinta muraria fu infatti costruita nei  pressi di Piazza Malpighi. Fino al secolo XII era unita alla Chiesa dei SS. Naborre e Felice, in quel complesso che poi diventerà Ospedale Militare.

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Esterni della chiesa sconsacrata di San Nicolò        (Foto tratta da Biblioteca.SalaBorsa)

 

Pur essendo fuori mura, la  Chiesa di San Nicolò sorgeva lungo la via Emilia quindi sull’asse stradale principale e questo fece  della parrocchia una delle più importanti della città, estendendosi e inglobando il quartiere Santa Viola. Rappresentava il complesso cimiteriale più importante, secondo solo a San Pietro. Qui infatti venivano seppelliti i vescovi predecessori di San Petronio.

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L’ex chiesa di San Nicolò in via San Felice. (Foto Biblioteca.Salaborsa)

Durante la seconda guerra mondiale la chiesa subì gravi danneggiamenti a seguito dei bombardamenti. Il tetto fu poi ricostruito ma evidentemente non nel migliore dei modi poichè crollò nuovamente. Questo non impedì l’utilizzo dell’edificio, impiegato nel dopoguerra dalla Fortitudo per i suoi allenamenti: gli spazi riadattati con tanto di spogliatoi trasformarono la chiesa in un campo da basket a cielo aperto.

In seguito la chiesa venne definitivamente abbandonata. Col passare dei decenni, l’assenza del tetto ha esposto gli interni della struttura alle intemperie e conseguenti danni. Una visione di certo insolita per essere nel pieno centro di Bologna.

Se i muri esterni possono passare inosservati, gli interni ci sorprendono con una navata centrale dotata di nicchie e stucchi settecenteschi interrotta da macchie di vegetazione selvatica, cresciuta qua e là, in questo luogo al contempo misterioso, desolato e austero.

Oggi l’antico edificio è di un privato cittadino che l’ha acquistato con l’intenzione di attuare un progetto di recupero degli spazi, comprensivi della cripta interrata, rispettando la struttura così com’era prima della seconda guerra mondiale. 

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