immagine Debate Liceo Copernico: “le scienze umane migliorano l’apprendimento”.

A cura di Elisa Barbari

Per sapere in cosa consiste questa iniziativa vi invito a leggere l’articolo Debate al Liceo Copernico

Pubblico con piacere il primo elaborato redatto da Cinzia Mauro, Alessia Sabatino e Enza Scerrino. Le debaters della 4° N riassumono le argomentazioni sostenute sul temale scienze umane migliorano l’apprendimento.

elaborato

Le scienze umane migliorano l’apprendimento

Gran parte delle nostre abilità e delle nostre conoscenze nascono da percorsi di studi ben precisi. È nota la divisione tra percorsi umanistici e percorsi scientifici. I primi studiano l’uomo e la condizione umana attraverso strumenti critici e analitici come l’analisi delle società umane, delle istituzioni, delle relazioni sociali e dei fondamenti della vita sociale, in contrapposizione alle scienze matematiche, fisiche e naturali, e alle scienze mediche che sono sistemi di conoscenze nate da ricerche e leggi oggettive.

La cultura deve portare a modi di ragionamento, capacità di analizzare e sintetizzare quanto ci circonda. Davanti a questo bivio sono molti quelli che dicono che le scienze umane migliorano l’apprendimento. Vediamo ora alcuni punti a favore e a sfavore.

 Le materie umanistiche sono considerate poco utili per il futuro di noi giovani.

Una ricerca partita dal 2000 dal Centre for European Policy Studies (Ceps) sui laureati italiani, testimonia che i neodiplomati sono più consapevoli di dover scegliere una facoltà che possa dare loro un futuro più redditizio ed e per questo che oggi si è più indirizzati verso facoltà scientifiche che verso quelle umanistiche. Dalla stessa Ilaria Maselli, una delle autrici dello studio del Ceps citato: “Gli studenti italiani studiano cose giudicate inutili dal mercato del lavoro”. Concludendo  possiamo vedere come  è  opposta la realtà del tasso di disoccupazione per chi si è laureato in medicina che è del 1,5 % rispetto a coloro che hanno studiato materie letterarie che è del 14,6%.

Un altro punto su cui bisogna portare l’attenzione è l’universalità del linguaggio matematico. A differenza delle facoltà umanistiche che hanno come obiettivo lo studio variegato delle lingue, le facoltà scientifiche sono basate su un linguaggio che viene compreso da tutti incrementando così la scelta per questo tipo di studio.

Ai nostri tempi possiamo affermare che le discipline umanistiche non migliorano l’apprendimento, anzi sono solamente degli ostacoli per lo studio delle materie scientifiche). Prendiamo alcuni esempi di materie umanistiche che a nostro parere sono ormai inutili per il miglioramento dell’apprendimento. E parliamo principalmente di latino, storia e arte. Per quanto riguarda il latino, esso è considerato una lingua “morta, non c’è più alcun senso nel studiarla a scuola poiché non riuscirebbe a migliorarci in nessun modo. Meglio dare spazio alla matematica che è definita “lingua universale” e può essere usata come mezzo di comunicazione tra più paesi di lingue molto differenti. È più importante dare spazio all’apprendimento della matematica,e come diceva Galileo “Se l’uomo non sapesse di matematica non si eleverebbe neanche di un sol palmo della mano”. Inoltre abbiamo poi la Storia dell’Arte che è un’altra materia umanistica che adesso non è molto importante studiare. Non c’è più bisogno di soffermarsi sulle grandi creazioni di antichi artisti, c’è la necessità di andare oltre. Per esempio si potrebbe sostituire lo studio della materia di Storia dell’arte con lo studio di astrologia, in modo da comprendere ciò che ci circonda.

Infine un ultimo punto su cui è essenziale riflettere è il distacco che si deve avere tra passato e presente, e quindi sulla storia. Legarsi ai fatti passati studiandone le dinamiche non aiuta l’uomo ad affacciarsi sul futuro e conoscere le novità tecnologiche e scientifiche che lo porterebbero ad un successo mai conosciuto dagli antichi. Bisogna staccarsi dal passato per conoscere cose nuove.

Non si cresce basandosi su pensieri altrui, ma si cresce analizzando l’oggettività e la realtà che incombe su tutti senza distinzioni.

“Abbiamo l’energia per vederlo, abbiamo l’energia per farlo.”

Machiavelli affermava che “bisogna conoscere la storia per imitarla”,per noi non bisogna “Imitare” la storia dato che la nostra storia la costruiamo noi ogni giorno.

 

Molte persone però sostengono al contrario lo studio delle scienze umane per aprire nella mente nuove strade. Analizzare i pensieri critici di vecchi filosofi, comprendere gli eventi del passato e imparare ad utilizzare la nostra lingue ci permette di essere noi stessi al meglio in quanto tutto parte da uno sforzo personale e non da una lettura immediata di formule oggettive. Le discipline umanistiche sono proprie dell’uomo.

Se prendiamo in considerazione la letteratura si può vedere come i filosofi antichi hanno trascorso molto tempo nella stesura di poemi profondi ed essenziali a comprendere tutto ciò che non riusciamo a spiegare dentro di noi.

Machiavelli, per esempio, sosteneva che la storia fosse importante da studiare in quanto permette di portarci indietro nel tempo. Se si analizzano le azioni degli uomini passati si possono prevedere anche le azioni. L’uomo è sempre lo stesso.

 

In realtà non è vero che gli studenti delle lauree umanistiche non trovano lavoro. Molti vanno ad insegnare, altri a fare i ricercatori, e altri ancora si ritrovano in aziende non meglio specificate, incrementando così il settore pubblico.
 Essi vengono sopravvalutati. Nelle aziende del futuro bisogna far emergere le menti umanistiche che non si fanno cambiare dalla tecnologia ma hanno la forza di creare con la loro testa e migliorare le capacità dell’azienda. Spesso non ci si pensa ma una persona di cultura umanistica ha più facilità nell’organizzarsi da sola perché ha sempre elaborato le proprie riflessioni nella maggior parte attraverso i propri strumenti mentali. La poesia, per esempio, è l’arte di comporre melodie piene di emozioni. Sono tutte diverse, originali Non si potrà mai dire questo della matematica o della scienza. Esse non sono che materie fredde, oggettive, uguali per tutti. Non lasciano liberta d’opinione. Bisogna solo capire ed applicare.

Bisogna comprendere sé stessi e gli altri per poter fare ogni cosa. I filosofi ci insegnano che la nostra mente ha potere. Solo così si può crescere.

 

 In conclusione si è potuto vedere come entrambe le discipline abbiano forti punti su cui contare. Le lettere, le parole, l’espressione della storia, come elementi propri dell’uomo, sono indispensabili alla crescita individuale come ci hanno mostrato i grandi del passato. Così la matematica e la scienza nei loro caratteri oggettivi e universali uniscono e fanno in modo che ci si comprenda sempre senza grandi sforzi.

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