E alla fine Facebook chiese scusa…

nettuno

La nostra Elisa ce l’ha fatta. Le scuse del gigante Californiano, fondato da Mark Zuckerberg sono finalmente arrivate al Żigànt bolognese. La notizia, che ha davvero dell’assurdo, è rimbalzata per giorni a cavallo di capodanno nelle redazioni dei giornali di tutto il mondo. Dagli Stati Uniti, alla Russia, passando per Spagna ed il Canada, in tanti nel mondo si sono interrogati sul perchè si censurasse il simbolo artistico e storico di una intera città. Una città importante e “dotta” come Bologna. Facebook, il social network che è entrato ormai  in così maniera prepotente nelle nostre vite, riteneva addirittura oscena la statua del Nettuno, simbolo della nostra città. La riteneva oscena al punto da impedirne la pubblicazione a scopo promozionale.

La querelle è andata avanti per alcuni giorni, alla fine, il lieto fine, sono arrivate le scuse di Facebook e la rimozione della censura sul Nettuno per le inserzioni pubblicitarie.

Tutti contenti in particolare Elisa Barbari, la scrittrice bolognese che ha sollevato il caso e che tra l’altro ( e la cosa ci piace molto)  è una delle socie fondatrici della nostra associazione.

Ci congratuliamo anche noi con Elisa, aspettando i prossimi racconti su Bologna.

 

 

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