VISTA PER VOI : VILLA CICOGNA BONCOMPAGNI a S. Lazzaro

di Stefano Rimondini & Nik

cicogna untitledGIORNATE DEL FAI a Villa Cicogna 25 marzo

Sabato 25/3/2017 alle 21, durante le giornate del FAI , a Villa Cicogna,  il Prof. Eugenio Riccomini ha raccontato agli  ospiti seduti nella loggia, il racconto di un interessante passato circa  la storia di Bologna,  ai tempi in cui fu costruita Villa Boncompagni (Villa Cicogna). Bologna era una città ricca, industriale  e si mantenne tale fino alla fine del 1700. Infatti l’industria della canapa con la quale si realizzavano le vele delle navi, gli indumenti, la biancheria per la casa e la lavorazione  della seta, l’avevano resa celebre in tutta Europa e non solo. Alla fine del secolo XVII esistevano a Bologna 119 mulini da seta.

 In quel contesto storico, nacque nel 1502 a Bologna, cicogna imagesUgo Boncompagni, diventato sacerdote, e poi attraverso una brillante e rapida carriera divenne Papa Gregorio XIII (quello del calendario gregoriano). Ebbe un figlio legittimo, Giacomo Boncompagni. Per questi fece costruire a San Lazzaro, una villa di campagna, considerata dalla critica, uno degli ultimi lavori di un allievo del celebre architetto Jacopo Barozzi detto il Vignola.

cicogna 2 untitledIl progetto originario prevedeva una struttura a due piani, si decise in seguito di realizzare solo il primo, con un grande pronao a sette archi a tutto sesto che si affaccia sul giardino della villa. Giacomo Boncompagni preferì vivere più a spesso a Roma vicino al padre Gregorio XIII, dal quale ottenne benefici immensi e il titolo nobiliare di marchese. La Villa fu poi abitata da Gioacchino Napoleone Pepoli, parente dell’Imperatore  Napoleone Bonaparte..

Gli affreschi e le decorazioni interne risalgono al 1743, quando il conte Sicinio Pepoli, il nuovo proprietario della villa dopo Boncompagni e Colonna, commissionò quaranta tempere a parete entro cornici di stucco a Carlo Lodi e ad Antonio Rossi, all’epoca i più rinomati interpreti del genere paesaggistico, che ebbe grande successo sia neicicogna 3 untitled palazzi cittadini di Bologna, sia, soprattutto, nelle ville suburbane. Gli affreschi, oggi parzialmente perduti, costituivano un’antologia unica della pittura bolognese del Settecento , e riguardavano tematiche biblico-mitiche e storiche, con riferimenti a episodi bellici recenti (probabilmente la guerra di successione austro-spagnola, a cui il conte partecipò in prima persona.

Nel 1920 la villa fu acquistata dall’industriale Gaetano Barbieri e negli anni Ottanta passò alla società Villa Cicogna, che affidò l’integrazione delle tempere mancanti al pittore Tommaso Dalla Volpe. Dal cico IMG_27002012 è parte del patrimonio immobiliare del Gruppo Unipol.

La serata è stata allietata da una quarantina di danzatori dell’Associazione ‘800 di Bologna, vestiti e pettinati  rigorosamente con lo stile dell’epoca, e che si sono esibiti in valzer e contraddanze, ma non solo. Hanno mostrato i giochi e i passatempi dei nobili dell’epoca,  la danza, che richiedeva applicazione ed era un modo per socializzare e fare conquiste. Ma c’erano altri intrattenimenti, come il gioco del Faraone (gioco d’azzardo che il re Luigi XVI aveva proibito in Francia, per evitare che la cico IMG_2699nobiltà si giocasse tutti i patrimoni posseduti. Era già capitato a Maria Antonietta moglie di Luigi XIV). Inoltre alcune dame hanno intrattenuto i bambini e  gli adulti leggendo ad alta voce libri con storie e racconti fantasiosi.

All’esterno c’era anche una mostra di carrozze e calessi, stile ‘800. Un vero tuffo nel passato romantico.

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