Immigrazione: una risorsa?

Per capire meglio questa iniziativa invito alla lettura  dell’articolo Debate al Liceo Copernico dove illustro  in cosa consiste e come si svolge un dibattito.

Oggi pubblichiamo l’intervento dei debaters Martina Cenacchi, Beatrice Bevilacqua, Rebeccqa Agazzi, Alessia Mastrototaro, Chiara Buganè, Chiara Nepoti, Chiara Scandellari, Anita Quarantotto e Lorenzo Benfenati.

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Per immigrazione si intende l’insediamento e la permanenza con carattere temporaneo o definitivo in un luogo, di persone provenienti dall’estero o da altre zone del territorio nazionale in cerca di lavoro o di miglioramento economico. Non è importante solo definire immigrazione, anche se il termine spiegato ci permette di conprendere a fondo il significato di esso, ma è anche essenziale domandarci perché queste persone ci raggiungono? Cosa cercano? A cosa ambiscono? Da dove vengono?
Il fenomeno dell’immigrazione in Italia è veramente ampio e complesso, pieno di conseguenze per gli italiani, per la politica e per lo Stato.

Nella maggior parte dei casi le persone che migrano arrivano in Italia in condizioni disumane: denutriti, disidratati, feriti e a bordo di barconi fatiscenti. Le persone che li portano qua, ovvero gli scafisti, sono persone che non rispettano i Diritti Umani in alcun modo e, spesso, sono addirittura in affari con le Mafie italiane.

Ma ora è bene chiedersi: è una risorsa questo fenomeno? Porta aspetti positivi o no? Aiuterà l’Italia a uscire dalla crisi?

Innanzitutto è necessario rendersi conto che noi italiani, a parer di molti, non ci rendiamo più disponibili a fare lavori “umili”. Questi sono per esempio i lavori per cui è nesessaria la manodopera, quali muratori, netturbini, elettricisti oppure idraulici. Allora la domanda sorge spontanea: ci dobbiamo affidare solo al lavoro di macchinari oppure accettare persone che sarebbero disposte a fare ciò che noi non siamo disposti a fare? Buona parte degli immigrati, pur di guadagnarsi da vivere, è disposta a trovare un lavoro per quanto umile possa essere. Quindi, da questo punti di vista, l’enorme afflusso di persone che sta venendo nel nostro Paese è sicuramente una risorsa.

Si pensa anche che l’Italia sia un “paese vecchio” : effettivamente le indagini dell’ ISTAT del 2013 dimostrano che ben la metà della popolazione italiana ha al di sopra dei 50 anni. I giovani quindi, oltre ad essere la classe sociale più colpita dalla crisi, sono anche in minoranza numerica. Essi sono il futuro, ma non ce ne sono.

Ma i cittadini italiani cosa ne pensano? Sono felici dell’ immigrazione? Secondo varie statistiche gran parte della popolazione italiana è scontenta riguardo al fenomeno che sta coinvolgendo l’Italia. Effettivamente, gli argomenti proposti dalla controparte, sono validi: secondo quanto sancito nel regolamento internazionale dei soccorsi, il paese più vicino è quello che deve aiutare gli immigrati. Non è giusto che sia solo l’Italia a doversi prendere la responsabilità di un fenomeno così drammatico. Di fatti, l’Unione Europea, per aiutarci, non fa assolutamente niente: tutte queste persone, queste vite umane, sbarcano in porti italiani, ma mai nei francesi, negli spagnoli o nei maltesi. Questo perché il governo ha esplicitamente deciso di impedire gli sbarchi. Ma noi, come Paese Italia, invece, continuiamo a sovraffolarci.

Pochi giorni fa è venuto fuori che la ‘Ndrangheta è partecipe dello sbarco dei migranti. Vi sono infatti commerci  illeciti di persone che puntano a destabilizzare il nostro paese. Sono infatti state arrestate oltre 80 persone coinvolte nei fatti.

Inoltre gran parte dei migrandi arrivano nel nostro paese clandestinamente, ovvero senza documenti. Dunque, noi come facciamo a sapere chi sono queste persone? Come possiamo rendere sicuro il nostro paese? Certo, la criminalità è presente anche in Italia, e abbondantemente. Ma perché andarla ad aumentare?

Insomma l’Italia è divisa in due: c’è chi pensa che sia giusto accogliere e chi si sente come invaso. Ma quale sarà la parte che ha torto? E quale quella che invece ha ragione? Solo i fatti, gli avvenimenti che seguiranno, potranno svelarcelo.

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