Le scuole speciali

Per capire meglio questa iniziativa invito alla lettura  dell’articolo Debate al Liceo Copernico dove illustro  in cosa consiste e come si svolge un dibattito.

Oggi pubblichiamo l’intervento dei debaters Chiara nepoti 4^N e Lorenzo Benfenati 4^N

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Prendiamo in visione inizialmente le motivazioni che promuovono le scuole speciali.

Le scuole speciali sono istituti dove sono presenti tutti i tipi di supporto e personale qualificato per assistere ragazzi con disabilità.

Nelle scuole non qualificate, mancano gli strumenti per integrare ragazzi con disabilità.

I problemi principali sono le classi sovraffollate, i docenti di sostegno precari che non riescono ad instaurare un rapporto con i ragazzi perché passano da una scuola all’altra e scarsa formazione dei docenti curriculari sull’integrazione .

Inoltre l’ articolo 4 e 5 comma 2 del dpr n. 81/09,  vieta la formazione di prime classi e quelle ad esse seguenti con più di 20/22 alunni in presenza di alunni con disabilità.

Ossia,  viene limitato il numero di alunni nel caso in cui ci sia la  presenza di disabili in classe, ed è stata invece abrogata la legge del ministero che prevedeva massimo un alunno disabile per classe.

Tali norme hanno spinto i docenti curricolari a disinteressarsi di questi alunni, delegandoli ai soli colleghi per il sostegno, spingendo così i genitori a pretendere sempre più ore di sostegno, anche con migliaia di ricorsi ai Tribunali, tutti vittoriosi. Infatti, quando manca il docente per il sostegno in molti, troppi casi, gli alunni con disabilità vengono abbandonati in fondo alla classe o mandati in corridoio o nella cosiddetta aula di sostegno con un assistente o con un bidello.

Un’altra concausa, per cui stanno tornando le scuole speciali, è stata la mancata formazione iniziale e in servizio dei docenti curricolari sulle didattiche inclusive.

Sono queste situazioni che hanno spinto i genitori di figli con disabilità a riprendere in considerazioni  le scuole speciali di quarant’anni fa .

Nelle scuole speciali i ragazzi possono godere di un ambiente protetto nel quale vengono seguiti passo per passo, e dove non si sentano anormali.

Mentre, se consideriamo le ragioni per cui una famiglia sceglie di mandare il proprio figlio in una scuola, vi sono sicuramente i costi e il fatto che di scuole speciali ne sono rimaste poche in italia.

Per l’integrazione si preferisce inserire i ragazzi disabili in un ambiente normale piuttosto che protetto.

Una scelta all’avanguardia e vincente, a dire degli esperti.

Spiega Renzo Vianello, docente di psicologia all’università di Padova : <<È vero che nel nostro Paese ci sono molti problemi, ma i genitori farebbero un errore gravissimo a mandare i loro figli alle speciali>>

Infatti decenni di studi dimostrano che la variabile “vivere nella normalità” compensa questi difetti rispetto all’alternativa “ambiente protetto”delle scuole speciali.

Si constata , infatti, che i ragazzi con sindrome Down inseriti in classi normali presentano un quoziente intellettivo superiore ai coetanei di altri Paesi che frequentano invece scuole speciali.

La presenza in classe di ragazzi normodotati aiuta a sviluppare l’intelligenza ma ha anche un effetto “surplus” sull’età mentale, ovvero, rispetto a quello che predicono i test di intelligenza, sono migliori sia le prestazioni scolastiche sia le capacità di adattamento nella vita.

 

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