Sigarette elettroniche: un aiuto utile per chi vuole smettere di fumare, o un ulteriore rischio per la salute?

Per capire meglio questa iniziativa invito alla lettura  dell’articolo Debate al Liceo Copernico dove illustro  in cosa consiste e come si svolge un dibattito.

Oggi pubblichiamo l’intervento dei debaters Francesca Cavallini, Ludovica Pace, Mariana Sandulovych, Beatrice Agostini, Alessia Sabatino, Enza Scerino, Eleonora Corti, Matilda Guerzoni, Cinzia.

Sigaretta-elettronica

Il fumo è una dipendenza che in Italia riguarda almeno 14 milioni di persone, delle quali 5 milioni sono donne. A causare il vizio è una sostanza contenuta nelle sigarette: la nicotina. Ogni sigaretta contiene almeno dal 2% all’ 8% di nicotina. Quando questa entra in circolo, il cervello libera dopamina che può provocare nel fumatore due effetti: rilassante e eccitante. Anche se sul momento attenzione e concentrazione sembrano migliorate, a lungo andare il fumo causa problemi polmonari e cardiovascolari.

La sigaretta elettronica, o eco-sigaretta, aiuterebbe a eliminare il vizio. A questo punto ci sono ipotesi distinte: fa bene o no? L’Università di Catania ha attestato che la sigaretta elettronica permette di liberarsi almeno al 55% della dipendenza. Mentre quella di Atene le boccia, affermando che creano un aumento della broncocostrizione.

Tra i dati più recenti troviamo quelli pubblicati sul British Medical Journal dai ricercatori dello University College of London, secondo cui nel Regno Unito le sigarette elettroniche avrebbero aiutato a smettere di fumare circa 18mila persone, solamente nel 2015.

Le sigarette elettroniche, infatti, contengono una percentuale minore di nicotina rispetto alle sigarette tradizionali. Viene considerata ecologica perché, tra le altre cose, non produce catrame e, quindi fumo passivo.

In più nella sigaretta elettronica il tabacco è sostituito da una soluzione acquosa che contiene glicole o glicerina vegetale, entrambe innocue, integrata da aromi vari. Per facilitare la disassuefazione si può aggiungere una bassa dose di nicotina, anziché assumerla per via orale.

La sigaretta elettronica è uno strumento efficace per contrastare la gravissima tragedia del cancro del polmone. Se per ipotesi tutti i fumatori di sigarette tradizionali passassero alla sigaretta senza tabacco si otterrebbe a breve una riduzione drastica del cancro polmonare, che nel tempo diventerebbe una malattia rara. Il legame causa-effetto fra sigaretta tradizionale e cancro (oltre che malattie cardiovascolari) è infatti una certezza solida che si desume dai dati riportati da studi oncologici.
La pericolosità della sigaretta elettronica è legata alla fabbricazione che può non essere a norma. I carabinieri del Nas sequestrano di frequente grandi quantitativi di eco-sigarette che contengono alte percentuali di nicotina liquida. Il Ministero della Salute, riportando il parere dell’Organizzazione mondiale di sanità (Oms), consiglia di tenere la sigaretta elettronica lontana dai bambini che potrebbero ingerire, con effetti letali, le dosi contenute nei flaconi per ricaricarle. Inoltre, è vietata la vendita ai minori di 16 anni. I Nas avvertono i consumatori di fare attenzione all’etichettatura, per la quale il Ministero ha emanato prescrizioni nel 2010, dove sono riportate informazioni sulla ditta che fabbrica il prodotto e indicazioni sul corretto utilizzo e conservazione. Se il fumatore osserva qualcosa di sospetto, lo può quindi segnalare ai Nas o alle stazioni dei carabinieri.l problema, pensando in particolare ai giovani, è che le sigarette elettroniche non sono affatto un dispositivo innocuo, anche se molti esperti concordano che i rischi a cui espongono il consumatore sono molto inferiori a quelli delle sigarette tradizionali. Come spiega un documento dell’Oms, il primo pericolo per lo svapatore è la stessa nicotina (ovviamente in caso sia presente): i dati scientifici disponibili infatti ci dicono che questa sostanza potrebbe essere coinvolta nella genesi di alcune patologie maligne (nel caso dei tumori non sembra essere una sostanza carcinogena, quanto piuttosto un promotore tumorale, in grado di potenziare lo sviluppo di una neoplasia già presente),malattie neurodegenerative, e nel caso di bambini (o del feto di donne incinte) problemi nel corretto sviluppo del sistema neurale.
Sugli effetti e l’utilità delle sigarette elettroniche, insomma, la scienza non sembra ancora arrivata a un parere unanime e definitivo. c’è un altro aspetto della questione che andrebbe affrontato. Attualmente, circa il 30% dei fumatori dichiara infatti di non avere alcuna intenzione di smettere con le sigarette, e per loro le sigarette elettroniche non sembrano davvero di alcuna utilità.

In questo senso, rimane quindi prioritario investire su campagne di sensibilizzazione che aiutino a comprendere i rischi legati al fumo di sigaretta, ma sarebbe importante anche potenziare una strategia di riduzione del danno.

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